Sabato 14 Marzo 2009

Tibet; Polizia armata presidia Lhassa a un anno dalla rivolta

Roma, 14 mar. (Apcom) - A un anno dalla sanguinosa rivolta dell'anno scorso, Lhassa, capitale della regione autonoma cinese del Tibet, è una città blindata, presidiata dalle forze di sicurezza e dell'esercito mentre a Pechino l'anniversario è passato sotto silenzio. Testimoni e abitandti del posto raccontano che "poliziotti armati pattugliano tutte le strade 24 ore al giorno" e spiegano di dover presentare i documenti di identità anche per i più minuti spostamenti. Uno spiegamento di forze particolarmente ingente è stato notato nella zona del tempio di Jokhang, dove l'altro anno scoppio la sanguinosa rivolta (e, ancora un anno dopo, le cifre continuano a non tornare, con la versione ufficiale di 18 morti e quella 'tibetana' che parla di almeno 203 tibetani uccisi. A Lhassa, oggi, la maggior parte dei bar e dei risoranti dovranno chiudere prima delle 23 e anche se non è stata deciso ufficialmente la sistuazione è praticamente da coprifuoco. E da Londra Stephanie Bridgen, dell'associazione Free Tibet, torna a chiedere l'apertura di una "inchiesta indipendente" sui fatti dell'anno scorso e denuncia l'instaurazione di "una legge marziale de facto" sia a Lhassa che in tutta la provincia.

VGP

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