Martedì 17 Marzo 2009

Europei di calcio 2016: l'Italia ci riprova insieme alla Francia

Roma, 17 mar. (Apcom) - L'Italia ci riprova, vuole gli Europei di calcio. Dopo il fallimento del 2007 per il torneo del 2012 la federcalcio torna alla carica per l'edizione del 2016. Una candidatura che potrebbe essere presentata anche con l'inedita accoppiata Roma-Parigi. Due anni fa la Uefa preferì al progetto italiano la candidatura congiunta di Polonia e Ucraina. Michel Platini era stato da poco eletto presidente del governo del calcio europeo e aveva fatto della tutela verso i campionati minori il suo cavallo di battaglia nella corsa elettorale. Si pensava che i trascorsi di "Le Roi" nel campionato italiano fossero una carta in favore dell'Italia, ma come commentò il presidente della Figc Giancarlo Abete subito dopo la decisione dell'esecutivo Uefa, riunitosi a Cardiff, si trattò di "una scelta di politica sportiva". Il voto all'interno del comitato Esecutivo fu segreto e si risolse al primo scrutinio: otto voti per i Paesi dell'Est, quattro per l'Italia. Zero voti invece a Croazia-Ungheria. I rappresentanti di Italia e Ucraina, Franco Carraro e Grigoriy Surkis, non ebbero diritto di voto. Il calcio italiano, spalleggiato dall'allora governo di centrosinistra nella figura dell'ex ministro dello sport Giovanna Melandri, puntava sull'evento per trovare l'input e i fondi necessari per dare vita al quel programma di ammodernamento e ristrutturazione degli stadi che sembrava essere necessario, oggi ancor di più, per il rilancio del calcio della penisola. "I requisiti - spiegò Abete da Cardiff - ce li avevano tutte e tre le candidature arrivate nella griglia finale. Poi scelgono delle persone con una logica di politica sportiva europea che premia i Paesi dell'est. Passata la delusione dobbiamo avere la capacità di dimostrare che possiamo ristrutturare gli stadi anche senza gli Europei". Ad oggi il problema degli stadi, vecchi ed inospitali, ristagna e si palesa come giustificativo di fronte ad ogni episodio di violenza o ai fallimenti del calcio italiano a livello europeo. L'unica società ad aver portato avanti un progetto virtuoso e concreto per un nuovo stadio è stata la Juventus. La società bianconera costruirà entro il giugno del 2011 la sua nuova casa con un costo complessivo di 100 milioni di euro reperiti con accordi con le società sportive e gli sponsor. Gli altri club continuano a far teatro delle loro gesta impianti di proprietà dei comuni, che non sembrano avere le risorse e l'interesse necessari, oppure del Coni, il quale lamenta sanguinosi tagli da parte del governo. Ottenere dall'Uefa l'organizzazione degli Europei del 2016 consentirebbe all'Italia di reperire i fondi necessari per trasformare le vecchie cattedrali del calcio in stadi polifunzionali, ricchi di servizi per gli utenti, vivibili sette giorni su sette. Di avvicinare, almeno a livello strutturale, il calcio inglese o tedesco. Una necessità talmente impellente, unita alla volontà di ospitare uno degli eventi sportivi più blasonati, che ha portato il presidente della federazione Abete ad aprire anche ad una candidatura congiunta con una rivale storica come la Francia. Rivale sul campo, ma non a livello politico-economico a quanto pare. Per quella che sarebbe una delle candidature congiunte di maggior peso, la prima per entrambi i paesi, servirebbe non soltanto un accordo tra le due federazioni, ma anche un patto tra i due governi che dovrebbero sostenere buona parte del budget. Non abbiamo nessuna remora - ha spiegato ieri Abete a 'Gr Parlamento' - a convergere su una candidatura unica per Euro 2016. Se fosse la Francia sarebbe un paese amico e confinante. Se questo non fosse tecnicamente o politicamente possibile ci giocheremmo tutte le nostre carte". Oltre all'Italia, sono in lizza Svezia e Norvegia (candidatura congiunta), Turchia e Francia. "Abbiamo la volontà di verificare se si possono trovare, con grande trasparenza, condivisioni nel percorso", ha spiegato Abete. "Se non sarà possibile, non dovremo avere paura di competere da soli". La rassegna continentale "sarebbe una grande opportunità e uno stimolo ulteriore per migliorare la qualità funzionale dei nostri stadi. Noi abbiamo indicato stadi storici, quelli dei Mondiali del '90. Aspettiamo l'ok dall'Uefa, poi cominceremo a lavorare sul dossier". Scozia e Galles hanno abbandonato il progetto di organizzare insieme gli Europei del 2016 a causa dei costi eccessivi e della difficoltà di allestire un torneo che comprenderà per la prima volta 24 squadre. La seconda fase dell'iter inizierà il 3 aprile quando i requisiti per le candidature verranno distribuiti. Le candidate potranno sviluppare i loro dossier, che dovranno essere presentati alla Uefa approssimativamente entro il 15 febbraio 2010. Tutto ciò sarà seguito da una fase di valutazione, in cui l`Uefa condurrà una serie di visite ufficiali ai vari candidati a partire dal marzo 2010. L`amministrazione Uefa, ed esperti nominati dalla Uefa, esamineranno i dossier dei candidati e prepareranno una valutazione scritta da sottoporre al Comitato Competizioni Nazionali Uefa. Il Comitato Esecutivo dell`organo che governa il calcio europeo prenderà la decisione finale approssimativamente il 27 maggio 2010. L'Italia è l'unico Paese ad aver finora organizzato due volte l'Europeo: nel 1968 e nel 1980.

Cep

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