Mercoledì 18 Marzo 2009

Obama, lo scandalo Aig mette a rischio il suo capitale politico

Washington, 18 mar. (Apcom) - Lo scandalo Aig rischia di costare caro a Barack Obama in termini di fiducia dell'elettorato e apprezzamento delle sue politiche contro la crisi economica. E difatti l'inquilino della Casa Bianca ha cercato di muoversi in fretta di fronte all'indignazione sollevata dai maxibonus per i dirigenti del primo gruppo d'assicurazioni americane, lautamente aiutato dal governo federale per evitare il crollo. Dalla sua investitura Obama si è presentato come il paladino dell'ottimismo economico, l'uomo forte in grado di traghettare l'America verso acque più tranquille. Ma ieri le sue misure per aiutare il credito alle piccole e medie imprese sono annegate nello scandalo Aig. La compagnia che ha ricevuto dal 2008 circa 170 miliardi di dollari dallo Stato, si è impegnata a versare oltre 450 milioni in bonus ai dirigenti. Di questi, 165 milioni hanno cominciato a essere versati in questi giorni. Obama ieri ha parlato di uno "scandalo" chiedendo che "ogni misura legale" sia impegnata per bloccare i bonus. La Aig è stata sommersa di lettere e telefonate di protesta che andrebbero fino alle minacce di morte secondo la stampa. Lo Stato controlla ormai l'80% di Aig, ma avrebbe le mani legate rispetto ai bonus perché i contratti che li prevedono sono stati firmati prima della nazionalizzazione. L'unica via della Casa Bianca sembra essere l'esame accurato dei contratti e la stipula di garanzie supplementari, dato che lo Stato sta per accordare nuove facilitazioni di prestiti per altri 30 miliardi alla Aig. Spiegare ai cittadini l'impotenza del governo però è difficile. Il ministro della Giustizia dello Stato di New York, Andrew Cuomo, oltretutto ha annunciato oggi che 11 manager della Aig hanno lasciato la compagnia nonostante gli enormi bonus versati loro proprio per trattenerli; si parla di 42 milioni di dollari per 10 di loro. Sulla intera vicenda naturalmente l'opposizione repubblicana cavalca la tigre. "Due settimane fa, il portavoce del presidente diceva che l'amministrazione sapeva come era impiegato il denaro dato a Aig fino all'ultimo centesimo!" protesta John Boehner, "è chiaro che non sapevano di cosa parlavano, gli americani sono giustamente scandalizzati". Il tasso di popolarità di Obama resta comunque attorno al 60% secondo i sondaggi, ma i suoi collaboratori ammettono di temere che la collera popolare ricada sulla Casa Bianca. Il presidente si trova del resto ad affrontare altri guai. La manovra finanziaria ad esempio, che il Congresso deve approvare: l'ampiezza del deficit previsto per il 2009 (1.750 miliardi di dollari) e le ambiziose riforme che prevede incontrano l'opposizione dei repubblicani e mettono a disagio anche molti democratici. Così Obama ha deciso di ricorrere una volta di più alla gente comune, già linfa vitale della sua campagna elettorale, e ieri ha fatto appello ai circa 13 milioni di simpatizzanti delle sue mailing list perchè organizzino gruppi di pressione, dibattiti, incontri per convincere il Congresso ad approvare al più presto la manovra. Proprio come in campagna elettorale organizzavano cene di finanziamento e dibattiti per favorire la sua vittoria. Funzionerà? Una prima tappa nazional popolare sarà dopodomani sera, quando nel quadro del suo tour californiano, il presidente sarà al talk show di Jay Leno. Una serata in tv da un comico; Obama sarà il primo presidente in carica a prodursi in un talk show. E mentre dalla Casa Bianca si dice che l'atmosfera sarà "leggera", i portavoce lasciano scivolare anche che naturalmente, sì, l'economia sarà in agenda. Si prevedono ascolti altissimi. (fonte Afp)

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