Martedì 24 Marzo 2009

Calcio; Fifa e Uefa: "no" a norma reperibilità antidoping Wada

Roma, 24 mar. (Apcom) - In seguito al meeting congiunto tenuto lo scorso 8 dicembre a Vienna, alla decisione del comitato esecutivo della Fifa del 19 marzo e a quella del comitato esecutivo della Uefa arrivata oggi a seguito dei due giorni di incontri tenuti a Copenaghen, le due organizzazioni hanno formalmente respinto l'attuazione della regola sulla reperibilità degli atleti per i controlli antidoping varata dall'agenzia mondiale Wada. Nel comunicato con il quale annunciano la comune presa di posizione, Fifa e Uefa intendono sottolineare "le fondamentali differenze" che intercorrono fra il singolo atleta, che si allena da solo, ed un membro di una squadra, presente nell'impianto sei giorni su sette e per tanto "facile da localizzare". Fifa e Uefa sottopongo alla Wada la possibilità di sostituire la norma della reperibilità del singolo con una da riferire al collettivo rappresentato, presso le infrastrutture della squadra. Fifa e Uefa concedono poi alla Wada la possibilità di monitorare i singoli atleti protagonisti di precedenti infrazioni al regolamento antidoping, per calciatori costretti ad inattività per lunghi infortuni e per quelli non chiamati a vivere quotidianamente la realtà della squadra presso il campo di allenamento. Fifa e Uefa non accettano poi la possibilità di concedere la reperibilità degli atleti nel corso delle vacanze. Il tutto esaminati i fatti sia dal punto di vista politico che giuridico, seguendo il principio fondamentale del rispetto della privacy dell'atleta.

CAW

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