Martedì 19 Maggio 2009

Torino, scontri tra l'Onda e la polizia per il G8 dell'Università

Roma, 19 mag. (Apcom) - E' finita con una denuncia per resistenza e lesioni la giornata di uno dei tre ragazzi dell'Onda studentesca fermati ieri mattina dalla polizia a Torino durante gli scontri per il G8 University Summit. Il giovane, 28 anni, che secondo la Digos appartiene all'area antagonista milanese, è tornato in libertà ma porta a casa una denuncia per resistenza e lesioni. Meglio è andata agli altri due, uno studente di 23 anni e una studentessa di 25, entrambi greci, che sono stati rilasciati senza conseguenze. Gli scontri sono iniziati presto, quando gli studenti sono andati ad assediare la 'zona rossa' intorno al Castello del Valentino, dove si svolge il summit. Quarantuno, tra rettori e presidenti di università, si confrontano su quattro filoni: economia, etica, ecologia ed energia. Uova sono partite all'indirizzo del rettore del politecnico, Francesco Profumo, al grido di 'c'è profumo di marcio'. Ma il rettore era all'interno del castello che ospita il summit, e le uova si sono scontrate contro la visiera dei poliziotti, che hanno caricato portando via tre manifestanti. Dopo alcuni momenti di tensione, gli studenti si sono dispersi per tornare a concentrarsi alla stazione Porta Nuova, mentre gli agenti tornavano a presidiare la blindatissima area intorno al parco del Valentino, inaccessibile agli studenti e ai torinesi. Da Porta Nuova gli studenti hanno dato vita a un corteo spontaneo lungo via Roma. E' stato là che la polizia ha caricato nuovamente. Due manifestanti sono rimasti feriti: una giovane di 33 anni, con una contusione al braccio, e un ragazzo di 21 anni, con una ferita lacero-contusa alla testa. Anche un agente, fa sapere la questura, è rimasto contuso a un ginocchio. Il corteo si poi concluso in via Po, con il ritorno dei tre ragazzi fermati, prima i due greci e poi l'italiano. Gli studenti si sono ritirati nella palazzina Aldo Moro, l'unico edificio concesso dal rettore Ezio Pelizzetti. Palazzo Nuovo, infatti, la sede principale delle facoltà umanistiche dell'ateneo, rimarrà chiuso fino a domani, quando si concluderà il summit. Là i ragazzi hanno seguito il calendario delle iniziative previste per oggi: un dibattito su 'le nuove lotte del lavoro cognitivo', la presentazione del libro 'La produzione del sapere vivo', di Gigi Roggero, e un dibattito con le delegazioni studentesche di Francia, Grecia e Spagna. Intanto un centinaio di studenti e ricercatori italiani e francesi hanno occupato la sede della General Motors, accusata di finanziare le ricerche del politecnico. La ricerca, hanno sottolineato gli studenti, per essere libera deve essere pubblica. Un episodio di grave violenza si è registrato invece la notte scorsa sul treno Napoli-Torino: tre skinhead hanno bloccato uno degli studenti in viaggio per il capoluogo piemontese, approfittando del fatto che si era allontanato dal gruppo. Dopo avergli strappato la maglietta, lo hanno picchiato e poi gli hanno inciso, con un coltello caldo, una svastica sul braccio. Per stemperare la tensione in giornata Profumo si è detto disponibile a un incontro: "Mi rivolgo agli studenti - ha detto - chiedendo di rasserenare gli animi. Sono disponibile a incontrarli, vedere i problemi che pongono e a cercare una forma di mediazione". Appello subito rispedito al mittente: "Nel momento in cui uno organizza un G8 University summit - spiegano i ragazzi dell'Onda - predisponendo zone rosse ed escludendo qualsiasi piano di condivisione con gli studenti, è evidente che il dialogo è già morto in partenza. E' strano che il rettore non se ne renda conto". Ora l'attenzione è puntata sulla manifestazione di oggi. Gli studenti hanno anticipato il corteo, inizialmente previsto alle 15, alle 10.30. Alle 14 infatti si concluderà il summit, con la firma della dichiarazione finale dei lavori, che sarà consegnata alla presidenza del Consiglio dei ministri in vista del G8 dei capi di Stato. Non sarebbe stato molto efficace, spiegano, contestare chi se ne era già andato. Sugli scontri di ieri intanto si scatena la polemica politica. "Sono barbare e inaccettabili - sottolinea il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero - le cariche della polizia avvenute a Torino. Di fronte ad azioni di protesta del tutto non violente e simboliche le forze dell'ordine hanno aggredito i manifestanti, coinvolgendo molte persone rimaste ferite, tra cui la responsabile scuola della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista". Sulla stessa lunghezza d'onda, Paolo Cento, di Sinistra e libertà, per il quale "quanto sta accadendo a Torino è grave ed inaccettabile e sembra riproporre la volontà del governo di centro destra di ricreare un clima di repressione e tensione, già sperimentato negli anni passati durante le manifestazioni anti G8". "Le cariche contro gli studenti a Torino sono assolutamente ingiustificate e fuori luogo" anche per Monica Frassoni, capolista di Sinistra e libertà per il nord ovest e presidente dei Verdi al Parlamento Europeo, che spiega: "Si trattava di una piccola manifestazione, con incidenti limitati. Non è possibile che si decida di caricare avendo di fronte poco più di cento studenti. Così non si fa altro che soffiare sul fuoco delle tensioni sociali che l'Italia, e l'Europa, attraversano". Diametralmente opposta la lettura del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, che chiama in causa i centri sociali: "Occorre non cadere nel tranello - ammonisce - e non far la confusione di considerare mobilitazione studentesca quella che ormai da troppo tempo sembra essere il paravento dietro il quale i centri sociali e gli autonomi, anche di altri paesi, hanno deciso di nascondersi per mettere a ferro e fuoco le nostre città". Mentre Anna Maria Bernini, del Pdl, parla addirittura di 'rischio banlieu': "Dobbiamo disinnescare sul nascere - afferma - la sindrome banlieu italiana. Oggi momenti di tensione a Torino contro il G8 dell'università; sabato, nella stessa città, l'aggressione sul palco a Gianni Rinaldini: c'è una singolare concomitanza tra questi episodi".

Dpn

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