Domenica 24 Maggio 2009

L'esercito pakistano a Mingora, cruciale battaglia anti-talebani

Roma, 24 mag. (Apcom) - Ventisei giorni dopo l'inizio dell'offensiva contro le milizie talebane, l'esercito regolare pachistano ha ieri circondato la città di Mingora, nella valle di Swat, dove si combatte ormai casa per casa. Una battaglia fondamentale per cercare di bloccare l'avanzata dei talebani: "Abbiamo già ripulito alcune aree della città", ha annunciato il generale Athar Abbas, portavoce delle forze armate pachistane. La tattica utilizzata dall'esercito nella valle di Swat è stata quella di impedire alle milizie talebane di rifugiarsi sulle montagne, motivo per il quale le operazioni si sono svolte lungo diverse direttrici cercando di isolare le diverse sacche di resistenza. A pagare questa tattica è stata la popolazione civile: gli sfollati sono due milioni e centinaia di migliaia di persone sono rimaste di fatto intrappolate dentro o ai margini delle zone di combattimento; nella sola Mingora vi sarebbero almeno 200mila civili, contro poche centinaia di talebani. Se anche l'offensiva avesse successo, non è tuttavia chiaro se a a lungo termine Islamabad riuscirebbe a imporre la propria autorità nella zona, ai margini delle province sotto controllo tribale: al di là della crisi provocata dai talebani, lo scontro fra il governo centrale e i clan tribali è in corso da decenni e al momento l'unico successo di Islamabad è il concetto giuridico di responsabilità collettiva dei clan in caso di reato. Anche l'imposizione temporanea di un'autorità militare non potrebbe essere mantenuta a lungo, dati i rapporti tutt'altro che idilliaci tra l'esercito - screditato negli ultimi anni anche dalla repressione contro gli estremisti islamici praticata dal governo del generale Musharraf - e la popolazione locale. Per questi motivi, l'allargare le operazioni militari al Waziristan meridionale - come sarebbe intenzione di Islamabad - non appare realistico, sia per l'ostilità dei clan locali sia per la maggior presenza militare e organizzazione delle milizie talebane locali; senza contare che nell'opinione pubblica cresce l'ostilità verso una guerra percepita come combattuta per volontà degli Stati Uniti. Una sconfitta nella valle di Swat tuttavia segnerebbe una pesante battuta d'arresto per Islamabad, in quanto creerebbe i precedenti per la creazione di un'altra entità sotto controllo tribale (allargando di fatto la sfera di influenza dei clan a una zona nominalmente sotto l'autorità diretta dello Stato) lasciando aperta la porta a un potenziale ritorno in forze dei talebani. Tanto più che Swat è situata in una zona di importanza strategica, da dove è possibile accedere non solo alla capitale (a poco più di un centinaio di chilometri di distanza) ma anche al Kashmir sotto il controllo pachistano e alle province ai confini con la Cina. Islamabad vuole impedire che la Northwestern Frontier si trasformi in un Afghanistan in miniatura, il che passa dal fermare i talebani a Swat: un successo - come nota il sito di Stratfor - che servirebbe non poco anche alle forze della Nato, le cui principali linee di rifornimento passano per la regione ma un cui intervento a fianco delle truppe pachistane appare fuori discussione.

Cep

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