Sabato 30 Maggio 2009

Fiat; Sindacati: Tavolo confronto per discutere alleanze europee

Roma, 30 mag. (Apcom) - Il mancato successo nell'operazione Opel non fa venire meno l'esigenza di un tavolo di confronto perché il tema di un'alleanza europea per Fiat resta centrale per lo sviluppo del Lingotto. Lo affermano i sindacati dei metalmeccanici sottolineando che la mancata acquisizione del marchio tedesco non deve pregiudicare l'espansione della casa torinese. "Ci auguravamo che la trattativa con Opel potesse andare in porto perché la giudicavamo positiva - dice ad Apcom il segretario generale della Fim-Cisl, Giuseppe Farina - ovviamente eravamo preoccupati per le possibili ricadute occupazionali e perciò volevamo un tavolo con azienda e governo". Secondo il sindacalista, la questione dell'alleanza europea per Fiat "resta comunque in piedi così come resta in piedi l'esigenza di un tavolo con il governo perché abbiamo visto che le alleanze internazionali - ha sottolineato Farina - hanno bisogno del sostegno dei governi; cosa che mi sembra sia mancata nel caso di Fiat-Opel dove abbiamo invece rilevato il forte protagonismo degli altri governi interessati". Dopo il fallimento dell'opzione Opel, aggiunge Farina, "Fiat deve spiegarci come intende gestire questa fase e quella in prospettiva, dal punto di vista dell'occupazione, del prodotto e delle strategie e il governo deve fare la sua parte". Insiste sulla necessità di un confronto anche il segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini. "Alla luce del risultato negativo dell'operazione Opel - afferma - è evidente la sempre maggiore urgenza di un tavolo di confronto tra Governo, azienda, sindacati e conferenza delle regioni". Il leader della Fiom ricorda poi che dell'operazione "siamo stati tenuti completamente all'oscuro e il nostro giudizio è per forza di cose limitato proprio perché non ci sono state date informazioni. Questo - ribadisce - è stato un grave errore così come lo è stato il mancato coinvolgimento del sindacato europeo e del governo". Quanto alle strategie, Rinaldini osserva che "ovviamente, il rafforzamento di Fiat sul mercato europeo resta un problema". Per il segretario generale della Uilm, Tonino Regazzi, "allo stato dei fatti una convocazione non ha più senso però è chiaro che in futuro è questa la strada da seguire. La mancata discussione nell'operazione Opel - aggiunge - va a demerito di Fiat e del Governo. In America e in Germania ne hanno discusso con i sindacati". L'acquisizione di Opel, spiega il sindacalista, "per noi era un progetto positivo anche perché riteniamo che in Italia non ci sia nessun stabilimento da chiudere". Secondo Regazzi, "questo ipotetico gruppo che vuole produrre sei milioni di vetture non avrebbe avuto sovraccapacità produttiva, almeno in Italia mentre forse in Germania ci sarebbe dovuta essere qualche razionalizzazione. A meno che non si fosse deciso di chiudere stabilimenti in Italia per andare a produrre da un'altra parte a costi minori". Guardando al futuro Regazzi prende atto "che il progetto con Opel per ora è fallito e non sappiamo se avrà modo di riprendere. Certo è - osserva - che la soluzione Magna avrà difficoltà ad andare avanti sulle proprie gambe perché non dispone del know how necessario. Pensiamo perciò che sarà necessaria un'ulteriore evoluzione dentro alla quale potrebbe rientrare, perché no, anche Fiat".

Pie

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