Sabato 30 Maggio 2009

G8; In pochi al corteo contro pacchetto sicurezza: è flop

Roma, 30 mag. (Apcom) - Pacifico, lungo e colorato ma dai numeri ridotti. Così è stato il corteo contro il G8 e il pacchetto sicurezza che ha attraversato oggi le vie di Roma. Diecimila i partecipanti secondo gli organizzatori, tremila secondo la Questura. Numeri in ogni caso ridotti che però hanno lasciato comunque soddisfatti gli organizzatori: "Bisogna tenere conto - sottolineano - del fattore paura. Il governo aveva creato un clima di tensione e molti immigrati hanno preferito non scendere in piazza. Con il corteo di oggi, però, abbiamo dimostrato che ancora esiste un'area di dissenso". Sulla stessa lunghezza d'onda Piero Bernocchi, segretario nazionale dei Cobas: quello attuale, spiega, è un momento di risacca per i movimenti, che puntano su tante piccole manifestazioni, invece che giocarsi tutto su pochi appuntamenti. "C'è più legame con i territori - sottolinea - e più concretezza". In effetti la gran parte dei manifestanti, nonostante il carattere nazionale del corteo, non proveniva da fuori Roma. Le delegazioni più numerose erano quelle dei centri sociali e dei movimenti per la casa della capitale. Un incidente si è registrato a metà percorso, quando alcuni militanti di estrema destra hanno provocato il corteo lanciando, secondo le testimonianze, uova e bottiglie. Immediata la reazione dei manifestanti, che hanno messo in fuga i provocatori. Nel parapiglia la polizia ha fermato cinque ragazzi che prendevano parte al corteo, due dei quali minorenni. I cinque sono stati rapidamente rilasciati e sono tornati alla manifestazione prima che raggiungesse piazza Navona. Poco chiara la dinamica dell'incidente per la polizia, che sostiene si sia trattato di un equivoco tra gli stessi manifestanti, alcuni dei quali sarebbero stati scambiati per fascisti dagli stessi compagni. Accuse rispedite al mittente dagli organizzatori, secondo i quali invece la polizia avrebbe portato via i provocatori per metterli in salvo. Terminato l'incidente, comunque, il corteo ha proseguito senza ulteriori problemi. Numerose le delegazioni di immigrati, anche una da Castel Volturno, la località del casertano dove alcuni mesi il clan dei casalesi uccise diversi stranieri africani. Esaminare le domande di asilo in Libia, spiegano, sarebbe improponibile. Là, sottolineano, la corruzione è molto diffusa e sono le stesse forze di polizia a lasciar passare i disperati dietro compenso. Se la domanda fosse esaminata in Libia l'asilo, ammoniscono, finirebbe per essere ottenuto soltanto da chi fosse in grado di pagare.

Dpn

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