Mercoledì 03 Giugno 2009

Rai; Santoro chiede incontro a Zavoli: Regole anche per politici

Roma, 3 giu. (Apcom) - Anche i politici devono osservare delle regole quando partecipano alle trasmissioni tv. E' l'opinione di Michele Santoro che chiederà, su questo tema, un incontro con il presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli: una richiesta che sarà avanzata domani dallo studio di Annozero nel tradizionale prologo del conduttore che apre la puntata, che per via della 'pausa elettorale' trasmetterà uno speciale registrato e presentato in anteprima oggi. "Noi giornalisti - spiega Santoro - siamo sottoposti a una serie di regole infinita, dalla commissione di Vigilanza all'Authority, oltre che, naturalmente, alle leggi e alla magistratura. Senza contare il cda espressione della Vigilanza". Insomma, "la politica si riserva ampi spazi per decidere". Tuttavia, denuncia, "non abbiamo alcun criterio certo con cui valutare l'intervento dei politici in trasmissione". Un sistema che costringe il giornalista in una situazione di "obiettiva difficoltà", secondo Santoro che, "prima di tirar fuori i muscoli", propone un accordo, la sottoscrizione di una "sorta di galateo" tra le parti, in modo che la rivoluzione arrivi "senza dare l'impressione che esista un conflitto". Dunque, anche il politico ospite in studio deve rispettare un certo bon ton, niente "insulti nè sproloqui", così come tempi di intervento certi: "Oggi un politico può parlare senza limiti, magari solo per non far parlare gli altri, in monologhi che diventano abuso nei confronti del pubblico. E noi facciamo più fatica a portare a casa il risultato in termini di ascolto. Per questo vorrei parlare con Zavoli, che è un maestro del giornalismo". Ma il problema, secondo Santoro, sta a monte, a cominciare dagli inviti: "Vorrei che fosse chiaro che gli inviti sono personali: non invitiamo un politico perchè rappresentate di questa o quella lista o partito, ma per esigenze della puntata o di competenza". A volte, invece, sono le segreterie a scegliere, col risultato che in studio arriva qualche esponente "non preparato, un disturbatore che devi tenerti". E poi, "per le esigenze di completezza: quanti inviti devo fare? Se ne faccio tre o quattro ad esponenti di un partito credo di aver fatto il mio dovere, c'è anche un diritto a non partecipare". Per il giornalista, inoltre, bisognerebbe rivoluzionare completamente la comunicazione elettorale: "Abbiamo fatto degradare il meccanismo della tribune politiche. Forse si potrebbe decidere di interpellare noi, un po' più esperti di comunicazione politica, per ideare un nuovo contenitore. Si potrebbero sentire i Floris, i Vespa, i Mentana e i Santoro. O i partiti vogliono decidere anche questo? Che lo facciano, ma poi - conclude - non si lamentino degli scarsi risultati".

Grb

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