Lunedì 08 Giugno 2009

Europee;Affluenza 'solo' al 66,5%, ma l'Italia è prima in Europa

Roma, 8 giu. (Apcom) - Tanto per l'Europa, ma poco per le ab itudini italiane: alle europee ha votato soltanto il 66,5% degli aventi diritto, un record se si guarda all'affluenza media del continente, ma un primato 'in negativo' per le consuetudini della penisola. Secondo il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, l'Italia avrebbe dovuto essere il Paese che, a questa tornata elettorale, avrebbe dovuto avere "la più alta affluenza in Europa". Così, di fatto, è stato: il ministro dell'Interno Roberto Maroni, che dal Viminale ha comunicato i dati finali dell'affluenza, ha infatti confermato che l'Italia "è un paese che si dimostra moto europeista" e che ha "avuto l'affluenza più alta" dell'Unione, con "sette cittadini su dieci che si sono recati alle urne". Eppure, rispetto alle 'quote' che vengono raggiunte alle elezioni politiche, queste consultazioni sono state piuttosto ignorate dagli elettori: a votare è stato appena il 66,5% degli italiani, a fronte del 72,87% della scorsa volta. Meglio l'affluenza per le elezioni amministrative: alle comunali ha votato infatti il 76,7% degli aventi diritto, a fronte del 79,39% della precedente elezione, mentre per le provinciali ha votato il 70,5% contro il 74,37%. Anche in questa tornata elettorale, comunque "si conferma - secondo Maroni - la maggiore affluenza nelle circoscrizioni del nordovest con il 72,75%, nordest con il 71,89% e centro con il 72,13%. Si registra invece un'affluenza più bassa nell'Italia meridionale (64,21%) e molto molto bassa nell'Italia insulare (47,33% contro 64,75% delle precedenti elezioni europee)". Da sottolineare anche il dato elettorale dell'Aquila, città devastata dal terremoto e sulla quale si è concentrato il 'fuoco di fila' della campagna elettorale. Nel capoluogo abruzzese, solo il 27,9 degli elettori ha votato, mentre la percentuale era stata del 73,1 nel 2004. Focalizzando l'attenzione sul dato elettorale europeo, va detto subito che il calo dei votanti è un fenonemo generalizzato che ha interessato tutto il continenti, raggiungendo un valore medio del 43,24%, il minimo storico anche rispetto al 44,4% della media dei votanti calcolata tra il 2004 e il 2007 (quando hanno votato Romania e Bulgaria). Eppure, negli scorsi giorni, gli appelli ad andare a votare erano stati molti e lanciati dalle massime cariche istituzionali dei singoli paesi e delle istituzioni dell'Unione, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, all'ex premier Romano Prodi, dal presidente del Parlamento europeo Hans Poettering a quello della Commissione Barroso, tutti si sono spesi per convincere i cittadini a recarsi alle urne, senza però raggiungere risultati apprezzabili. Sul fronte della cronaca va poi detto che, per il ministro dell'Interno, "tutte le operazioni si sono svolte in modo soddisfacente" e "nessuno ha avuto problemi". Pochissimi i casi di elettori che sono stati scoperti a fotografare il proprio voto (c'è notizia di un caso a Teramo) o che sono stati traditi dalla suoneria del proprio telefonino, come invece era accaduto alla mogliue di Clemente Mastella alle ultime politiche. Ma le elezioni 2009 sono state cornice anche per l'ennesimo capitolo della storia di Noemi Letizia, la diciottenne che chiama 'papi' il premier e che quest'anno ha esordito nella veste di elettrice. Quando la giovane è arrivata al seggio di Portici per votare, scortata dal padre, le porte del seggio sono state chiuse per il tempo del voto e si sono registrati momenti di tensione, con forti proteste dei giornalisti, anche a causa della decisione di accogliere la richiesta della giovane di farsi accompagnare fino all'urna dal padre, Benedetto Letizia, estraneo al seggio perché iscritto in altra sezione. Dopo le operazioni di voto, Noemi è uscita dal seggio scortata da alcuni agenti della polizia municipale e accompagnata dal grido "Vergogna, scortate un cittadino!" lanciato da un gruppo di persone che si trovavano all'esterno del seggio.

Gic

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