Lunedì 08 Giugno 2009

Europee; Pdl in frenata, Pd cala. E' boom di Lega e Idv

Roma, 8 giu. (Apcom) - Il Pdl cala, il Pd cala, Lega e Idv volano, l'Udc cresce. Nessuno dei 'piccoli' al di sopra della soglia di sbarramento del 4%. E' questo il quadro (in base alle proiezioni Rai sull'80% del campione) che, la consultazione per Strasburgo disegna della politica italiana. Perchè si tratta certo di un voto europeo, e con un 20% di elettori in meno rispetto alle elezioni per il Parlamento del 2008, ma è anche il primo test su scala nazionale a un anno di distanza da quell'appuntamento. Pdl - Nonostante l'impegno in prima persona di Silvio Berlusconi, che ha sì limitato la sua campagna elettorale ma si è presentato come capolista in tutte le circoscrizioni, il Pdl si ferma intorno al 35% e ottiene un risultato lontano dalla quota del 40% che lo stesso premier dava per cosa fatta e anzi considerava la soglia minima di un successo che poteva spingersi fino al 45%. Un dato inferiore anche al 37,4% ottenuto dal partito alle politiche dello scorso anno, ma superiore al 32,5% che era la somma algebrica delle percentuali ottenute da Fi e An cinque anni fa. Un dato che, per stessa ammissione dei vertici del partito, non può essere considerato "soddisfacente" ma che, a loro giudizio è stato condizionato dall'astensionismo al Sud. Il Pdl cerca comunque di far vedere il bicchiere mezzo pieno e sottolinea che ciò che hanno perso loro è stato "pareggiato" dalla crescita della Lega: insomma, che l'esito va tutto sommato letto come un riconoscimento positivo del lavoro del governo. Pd - Un risultato in calo rispetto alle Politiche dello scorso anno (33,1%) ma anche alle precedenti Europee (31%). Il Pd si assesta intorno a un 26-27% di consensi che, tuttavia, non viene considerato come un esito negativo giacché si avvicina alle previsioni della vigilia. Un risultato che rende meno complicata la 'gestione' Franceschini che, proprio stasera incontrando i big del partito, ha chiesto di rinviare l'apertura della campagna congressuale a dopo i ballottaggi. Per contro, trovarsi a essere tra i gruppi più numerosi nella famiglia dei partiti progressisti ha rinvigorito la componente popolare che chiede di far pesare questa dote in vista delle trattative sulla creazione di un nuovo gruppo al Parlamento europeo insieme ai socialisti. Lega - L'esito delle Europee fa esultare il Carroccio che con il 9,7% accarezza quel 10% che considerava la soglia di un pieno successo. Una dote 'europea' da far pesare sul piano nazionale, ma anche su quello regionale. In ballo c'è la candidatura per le presidenze di Lombardia e, ancor di più del Veneto. Lì però, la sfida con il Pdl è ancora aperta: prendere più voti del partito del premier, infatti, per la Lega significherebbe ottenere un successo 'senza se e senza ma' oltre al diritto di indicare il nome del prossimo candidato governatore. Idv - Il partito di Di Pietro tocca quota 8% e riesce in queste consultazioni praticamente a raddoppiare il risultato delle Politiche e a quadruplicare il bottino di cinque anni fa. Un risultato anche superiore a quel 7% che alla vigilia veniva considerato un traguardo di successo. E che rende gioco facile all'ex magistrato di proclamarsi come la vera alternativa al governo e di chiamare in causa il Partito democratico. "Il Pd - commenta Di Pietro - ha davanti a sè delle responsabilità importanti: dovrà scegliere con chi fare alleanze. E' nell'ordine naturale delle cose che il Pd sia nostro alleato, ma l'Udc ha detto che deve scegliere, e noi ne prendiamo atto. Noi non possiamo aspettare, nè scavalcare nessuno: vogliamo costruire da subito questo percorso". Udc - Il partito di Cesa e Casini, con il 6,6%, centra e anzi sfonda l'obiettivo della vigilia, andando oltre lo sperato 6%. Alle Politiche il partito, che si presentava per la prima volta agli elettori dopo la scelta di 'rompere' con Berlusconi, aveva ottenuto il 5,6%. "La nostra sfida temeraria di correre da soli - esulta Casini - ha gambe per andare avanti: la prospettiva è un partito della nazione" I 'piccoli' - La soglia di sbarramento del 4% lascia fuori dall'Europarlamento sia i Comunisti riuniti nel cartello Prc-Pdci-Socialismo 2000-Consumatori uniti (3,3%), sia la Sinistra e Libertà di Nichi Vendola (3,2%), che la formazione 'Autonomia' che riuniva Destra, Mpa, l'Adc di Pionati e i Pensionati (2,2%). Non supera il tetto nemmeno la Lista Pannella-Bonino, ma i radicali si dicono comunque soddisfatti di un risultato che sfiora il 3% dal momento che 5 anni fa la percentuale fu del 2,3%.

Bac

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