Lunedì 08 Giugno 2009

Europee; Sir (Cei): Crescono euroscettici, serve analisi serrata

Roma, 8 giu. (Apcom) - Serve una seria riflessione sull'aumento dell'astensionismo e dell'euroscetticismo. A chiederla sono i vescovi italiani, in una nota pubblicata dal Sir, l'agenzia della Cei, dedicata ai primi risultati delle consultazioni elettorali europee. "Anzitutto occorre una riflessione sull'affluenza alle urne - si legge nella nota - attestatasi attorno al 43% medio nell`Ue, un paio di punti percentuali in meno rispetto al già modesto dato del 2004. I cittadini mantengono le distanze dall`Assemblea di Strasburgo e dall`Unione europea in generale: perché? Il primo compito che avranno i neodeputati sarà quello di un'analisi serrata del problema, per non arrivare ancora tra cinque anni a domandarsi i motivi del peso del 'deficit democratico' sulla costruzione comunitaria. Un secondo elemento - prosegue la nota del Sir - è stato sottolineato, più o meno con le stesse parole, dal presidente uscente dell`emiciclo, Hans-Gert Poettering, e da quello della Commissione, José Manuel Barroso: il Parlamento sarà composto nella legislatura che inizia da una maggioranza di partiti e di parlamentari favorevoli all`integrazione. Ad essi è affidato il compito di lavorare insieme, pur nel rispetto delle differenze ideali e politiche, per realizzare una Ue efficace e vicina alle persone, alle famiglie, ai giovani, alle imprese, ai territori. Anche perché al contempo si registra un aumento della presenza euroscettica e persino antieuropea". Rispetto alla consistenza dei partiti, sottolinea il Sir, "si osserva che i popolari confermano la loro leadership a Strasburgo. I diretti concorrenti socialisti segnano un calo notevole, mentre si possono dire soddisfatti sia i liberaldemocratici che i verdi. Tengono le proprie posizioni anche la sinistra estrema e la destra nazionalista. Resta poi da capire dove si collocheranno quasi 90 deputati che per il momento non hanno dichiarato in quale spicchio di emiciclo siederanno. Il fatto che il Parlamento abbia una maggioranza politica moderata e conservatrice va a tutto vantaggio di Barroso: nelle prossime settimane si dovrà infatti decidere per la poltrona del presidente della Commissione e a questo punto è difficile pensare che il politico portoghese possa avere seri intralci a una sua conferma". "Le elezioni europee - conclude l'agenzia dei vescovi - erano state poi interpretate come delle 'rese dei conti' a livello nazionale. In questo senso ogni paese va analizzato a sé. Alcuni leader vengono promossi o, almeno, non bocciati, dagli elettori: ciò vale per Sarkozy (Francia), Merkel (Germania), Berlusconi (Italia), Tusk (Polonia). In altri paesi il governo in carica deve fare i conti con un elettorato che premia le opposizioni, come avvenuto in Gran Bretagna, Svezia, Spagna, Grecia, Bulgaria, Ungheria. Dopo aver operato una sapiente valutazione dei risultati, al Parlamento europeo non resta che riprendere la marcia: l`Europa attende risultati concreti che facciano intendere ai cittadini che l`Ue è utile, persino necessaria. Ma saranno i fatti a parlare".

Ssa

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