Lunedì 08 Giugno 2009

Europee, Lega e Idv trionfano, Pdl non sfonda, Pd perde 7 punti

Roma, 8 giu. (Apcom) - Boom di Lega Nord e Italia dei Valori, frenata del Pdl che resta inchiodato al 35,26% - lontano dalla soglia del 40% auspicata dal leader Silvio Berlusconi -, Pd al 26,1%. Che, anche in questo caso, non è lo sperato 27%. Sinistre sotto il 4%, Udc che cresce. Non sono pochi i motivi di riflessione che offre questa tornata di elezioni europee, a risultati definitivi acquisiti, sia alla maggioranza che all'opposizione. Innanzitutto l'affluenza al voto che è stata dal 67% con un calo del 6% rispetto alle politiche. L'esultanza vera e propria è di casa solo nel Carroccio che conquista uno storico 10,22%. E nell'Italia dei Valori che dall'alto del 7,98% inizia a 'dettare' al Pd le condizioni per una nuova alleanza. I centristi di Pier Ferdinando Casini sono saldi al 6,52%, la sinistra, dopo quello italiano, resta fuori anche dal Parlamento europeo. Il Prc-Pdci si ferma al 3,38%, Sinistra e Libertà al 3,11%, la Lista Bonino-Pannella è al 2,42%. Anche l'insolito cartello Destra-Mpa-Pensionati-Alleanza di centro si ferma al 2,22%, ma il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo ottiene un lusinghiero 15,6% di preferenze nella regione facendo diventare l'Mpa il terzo partito dell'isola. In complesso il Pdl ottiene 29 seggi, il Pd 22, la Lega Nord 9, l'Idv 7, l'Udc 5. Il Pdl 'vince' molto nell'Italia Nord-Occidentale e in quella meridionale accomulando in tutto 16 seggi, fa pari con il Pd nell'Italia centrale (6 seggi), mentre il Carroccio strappa un seggio. A guardare bene i dati, nonostante il Pdl non abbia sfondato, si registra l'avanzata in due regioni tradizionalmente 'rosse' Umbria e Marche dove il Popolo della libertà supera il 35% dei voti e relega il Partito democratico rispettivamente a cinque e a due punti percentuali sotto. La vera rilevazione comunque è il Carroccio che guadagna terreno nelle roccaforti della sinistra: nelle Marche raggiunge il 5,47% e in Umbria ha il 3,5% con punte molto più alte in alcuni piccoli centri. Dalle ricostruzioni di stampa emerge un malumore di Silvio Berlusconi sul mancato 'sfondamento': "Ho dovuto fare tutto da me - si legge su 'Libero' -, come al solito ho tirato la carretta da solo". Ma oggi le prime file del Pdl assicurano che non c'è altro che da festeggiare, che "il progetto nato dall'intuizione del predellino va benissimo" e attaccano l'esultanza del Pd "un partito che ha perso sette punti rispetto alle politiche dell'anno scorso". Dal quartier generale del Partito democratico il segretario Dario Franceschini risponde invece che "il voto ha fatto svanire il mito dell'invincibilità di Berlusconi". "Avevo detto - aggiunge - che il Paese si sarebbe potuto svegliare sotto un padrone assoluto, grazie al voto degli italiani questo pericolo è stato scongiurato". I leghisti assicurano che dal 'filotto' del loro partito non nascerà alcun problema per il governo mentre il portavoce di Berlusconi Paolo Bonaiuti parla di "rapporto solido e diretto" tra il premier e Bossi. Infine l'altro vincitore Antonio Di Pietro ridefinisce l'alleanza con il Pd forte del consenso ottenuto e chiede "più ascolto". "Io spero - conclude l'ex pm - che da questo risultato possa nascere una nuova classe dirigente più umile e che come fa l'Idv sia più nelle fabbriche e meno nei salotti televisivi".

Vep

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