Giovedì 11 Giugno 2009

Tafferugli a Roma, urla e uova alla Sapienza per Gheddafi

Roma, 11 giu. (Apcom) - Pro e contro Gheddafi. Il piazzale della Minerva dell'università la Sapienza di Roma si è diviso stamani come in uno stadio, con due curve, tra un labirinto di transenne che rendeva impossibile qualsiasi movimento. Da un lato, i sostenitori del presidente libico, meno di 100 persone, che lo hanno salutato dandogli il benvenuto, dall'altro circa 300 manifestanti, tra studenti dell'Onda la Sapienza, il Collettivo donne e al Coordinamento cittadini lotta per la casa, che hanno protestato contro la visita in Aula magna. Le tensioni, attese, ci sono state ma sono durate per pochissimi minuti. Urla, fischi, spintoni, lanci di uova, vernice rossa contro carabinieri e polizia. Un gruppo di manifestanti ha tentato di forzare gli sbarramenti spingendo violentemente le transenne contro i militari che hanno risposto subito con azioni di contenimento. In aria, per un attimo, è volato di tutto, compresa qualche manganellata, ma i più esagitati sono stati immediatamente contenuti grazie anche allo straordinario dispiegamento di forze dell'ordine in tenuta antisommossa. Le proteste più vibranti, con un po' di sorpresa, non sono scoppiate al momento dell'arrivo dell'auto presidenziale, ma intorno alle 13.45, quando sull'assolato piazzale dell'ateneo si sono affacciate una serie di auto blu che per molti preludevano all'imminente arrivo del leader libico. Non è stato così, Gheddafi ha ritardato l'arrivo di circa 20 minuti ma nel frattempo gli studenti avevano già sparato tutte le cartucce. Nessun ferito tra le forze dell'ordine, nessun ferito tra i manifestanti. Gheddafi ha lasciato l'università poco prima delle 16, dopo circa un'ora e mezza di visita. Le proteste degli universitari si sono concentrate contro la politica dei respingimenti, contro l'accordo Italia-Libia ("Berlusconi e Gheddafi mercanti di morte", recitavano gli striscioni) e contro quella che hanno definito una deriva razzista da parte dell'Italia nei confronti degli immigrati. "Riteniamo questo invito inopportuno - hanno sottolineato - perchè in questa fase particolare della crisi che stiamo vivendo assistiamo nel nostro paese ad un pesante processo della di ridefinizione della cittadinanza, dei codici dell'inclusione e dell'esclusione in termini di razzismo e di restrizioni complessiva delle libertà". Contestazioni anche da parte dell'Udu, unione degli universitari. "Oggi la visita di Gheddafi alla Sapienza ha reso l'Ateneo un luogo militarizzato, dove è inibita ogni forma di espressione di dissenso nei confronti di un leader straniero che si contraddistingue da decenni per la negazione dei diritti umani". Contro Gheddafi anche un cartello in lingua araba preparato da un gruppo di studenti della facoltà di Lingue orientali: "No alle prigioni per i migranti in Libia - recitava lo striscione -, fuori Gheddafi dall'università". Nel piazzale antistante la facoltà di Lettere e filosofia, i manifestanti hanno preparato dei canotti gonfiabili per ricordare i gommoni con i quali in molti giungono sulle coste italiane. E hanno esposto il San Papier, il santo protettore dei migranti. E a protestare c'era anche qualcuno che proprio dalla Libia ha raggiunto l'Italia con le barche della disperazione. Forti le proteste anche contro il rettore dell'Università: "Frati vergognati" e "Frati rettore a Tripoli", hanno urlato spesso i giovani studenti. Fuori dalla Sapienza un gruppo di circa 50 studenti ha invece salutato il leader con cori e striscioni di benvenuto: "Benvenuto in Italia" e "grazie per la collaborazione", hanno scritto, sventolando le il tricolore italiano. Una delegazione che fa parte dell'unione degli universitari della Libia ha accolto Gheddafi con uno striscione: "Benvenuto, milioni di persone ti salutano". Una sorta di clac non ben organizzata, con alcuni elementi che, a loro dire, provenivano anche da Francia e Germania, che ha rischiato un po', dopo aver appeso lo striscione a fianco a quelli di protesta degli studenti italiani. La polizia li ha fatti spostare dopo pochi minuti sull'altro lato della piazza.

Red/Gtz

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