Giovedì 11 Giugno 2009

Nuova influenza; Fazio: allarme per diffusione,non pericolosità

Roma, 11 giu. (Apcom) - L'allerta dell'Oms sulla nuova influenza, passato dalla fase 5 prepandemica alla fase 6 di allerta pandemico, era "atteso quale conseguenza dell`alta trasmissibilità del virus A/H1N1 nei diversi Stati, ma per ora l`infezione non desta preoccupazioni dal punto di vista della gravità in quanto determina solo una sintomatologia paragonabile a quella di una lieve influenza stagionale". Lo afferma in una nota il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, spiegando che nel prossimo consiglio informale dei Ministri della Salute dell`Ue verranno definite le strategie vaccinali e le azioni per accelerare la registrazione dei vaccini. "Ora la priorità è infatti iniziare una strategia vaccinale nel mondo - dice Fazio - sia per evitare la grande diffusione del virus che bloccando l`attività di fasce di popolazione recherebbe anche seri danni alle economie dei Paesi, sia per fare in modo che la popolazione presenti già una protezione nel caso in cui il virus dovesse ricombinarsi in una forma di virus aviario trasmissibile all`uomo". Uno dei rischi a lungo termine di questa pandemia è infatti che il virus A/H1N1 nei prossimi mesi "si possa ritrasmettere al maiale e riassortarsi nell`animale con quello dell`aviaria (H5N1) portando alla nascita di una nuova forma di influenza aviaria trasmissibile all`uomo e molto aggressiva". Comunque, nonostante siamo in fase 6 pandemica, "considerando che in Italia ci sono stati finora pochi casi confermati di influenza A/H1N1 manterremo attive anche le necessarie misure di contenimento dell`infezione che sono state assunte nella fase 5 prepandemica in quanto più stringenti rispetto a quelle previste dalla fase 6". Per quanto riguarda l`Italia, il Piano Pandemico Nazionale prevede per la fase 6, dal punto di vista strettamente sanitario, azioni per assicurare l`accesso razionale alle risorse di farmaci e vaccini, contenere e ritardare la diffusione della malattia anche mediante il ricorso ad interventi non farmacologici, monitorare i casi di malattia e dei focolai epidemici per individuare importanti cambiamenti genetici, antigenici o funzionali (per esempio la sensibilità ai farmaci antivirali ) e sapere se i livelli di attività dell`infezione sono in aumento o in diminuzione. E ancora minimizzare morbosità e mortalità attraverso l`uso appropriato di vaccini e farmaci antivirali e monitorare il funzionamento del sistema sanitario al fine di garantire la continuità dei servizi e un rapido adeguamento alle esigenze di salute della popolazione. Dal punto di vista non strettamente sanitario sono previste azioni per garantire la continuità dei servizi pubblici essenziali e garantire una costante, tempestiva e trasparente informazione. L`Oms, come peraltro nelle altre Fasi pandemiche, non raccomanda chiusure delle frontiere e restrizione di viaggi internazionali, anche in considerazione della manifestazione clinica della malattia; non sono raccomandate neanche azioni per lo screening dei viaggiatori in ingresso o in uscita, in quanto tali misure hanno uno scarso impatto sulla diffusione dell`infezione, ponendo invece maggiore accento sulla sorveglianza e corretta gestione dei casi. In Italia i casi confermati sono 56; nel mondo sono complessivamente 27.743 e i decessi sono 141.

Apa

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