Venerdì 12 Giugno 2009

Petrolio supera 72 dollari, sauditi avviano giacimento-monstre

Roma, 12 giu. (Ap-Apcom) - Quando la ripresa della domanda di petrolio si farà più consistente, da sola l'Arabia Saudita sarà in grado di riversare nel mercato un fiume da 4 milioni di barili al giorni supplementari. Perché il primo produttore mondiale e dell'Opec, il cartello degli stati esportatori, ha appena avviato l'estrazione dal nuovo gigantesco giacimento di Khurais, nell'area orientale del regno. Vanta una capacità produttiva da 1,2 milioni di barili, è circa l'1,5 per cento di tutto il fabbisogno globale attuale. Riyadh ha scelto di fare il suo annuncio mentre sui mercati il prezzo dell'oro nero continua a segnare rialzi, A New York il barile ha superato la soglia dei 72 dollari. Meno di un anno fa, nella prima metà del luglio del 2008 i prezzi avevano segnato il picco del precedente rally rialzista, con il barile, oltre i 147 dollari, che si avvicinava a una nuova soglia psicologica, quota 150, innescando rinnovati allarmi. Poi il moltiplicarsi di fallimenti di istituzioni finanziarie, con il terremoto seguito al caso Lehman Brothers, ha finito per minare gravemente anche l'economia reale, sconvolgendo quelle che fino ad allora erano state le dinamiche domanda-offerta. Il barile è andato a picco, fin sotto i 35 dollari a inizio febbraio 2009. Più di recente si è assistito a una nuova ripresa, favorita dal moltiplicarsi di segnali di una attenuazione della crisi economica. In parte sembra alimentata anche da un recupero della domanda in Asia, specialmente in Cina, che anzi starebbe cercando di sfruttare questa fase per approvvigionarsi di varie materie prime a prezzi bassi. Tuttavia secondo alcuni osservatori anche a questi rialzi hanno contribuito fattori non direttamente legati ai fondamentali di mercato, come rinnovati posizionamenti di hedge funds e perfino fondi pensione sul comparto. C'è chi resta scettico sulla tenuta dei prezzi. Dal settembre del 2008 l'Opec ha reagito alle passate cadute dei prezzi tagliando aggressivamente la produzione, per 4,2 milioni di barili al giorno complessivi. Di recente ha evitato altre strette per non compromettere la ripresa dell'economia, e quindi, in ultima istanza, quella della domanda di petrolio. Ora con il nuovo giacimento l'Arabia Saudita vede la sua capacità produttiva teorica massima raggiungere 12,5 milioni di barili al giorno. Khaled al-Faleh, amministratore delegato del gigante petrolifero statale Aramco, ha precisato che per ora il greggio estratto da Khurais viene immagazzinato, e non diretto alle esportazioni. Tuttavia i sauditi hanno tenuto a riferire che si tratta del maggiore aumento mai realizzato in un sol colpo sulle loro capacità estrattive. Come se non bastasse Khurais sarà anche in grado di produrre 315 milioni di metri cubi di gas naturale al giorno, e 70.000 barili di gas liquefatto. Insomma un singolo giacimento che da solo fornirà una produzione di greggio superiore a quella di diversi stati petroliferi. Intanto sul mercato delle materie prime di New York, il Nymex, oggi il barile di West Texas Intermediate ha raggiunto 72,64 dollari, oltre un dollaro in più rispetto alla chiusura di ieri. A Londra il barile di Brent, il petrolio del mare del Nord ha raggiunto 71,68 dollari. Mantiene però la prudenza Ben Westmore, analista energetico per la National Australia Bank. Ora gli investitori di attendono una ripresa dell'economia abbastanza veloce, ma "se i dati dei prossimi mesi mostreranno che non c'è un rimbalzo veloce - avverte - il prezzo del petrolio dovrebbe calare".

Cep

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