Venerdì 12 Giugno 2009

Gay; Eurispes: In Italia omosessuali tollerati, ma non troppo

Roma, 12 giu. (Apcom) - Tollerati, ma non troppo. E' la situazione dei gay in Italia, secondo il rapporto pubblicato oggi dall'Eurispes sulla condizione omosessuale nel nostro Paese. Secondo il dossier un italiano su due (il 52,5%) considera l'omosessualità una forma di amore come l'eterosessualità. Ma uno su tre (33,3%) non la tollera se ostentata, mentre quasi uno su dieci (9,3%) la considera addirittura immorale. Un quadro che si conferma anche sul tema del riconoscimento delle unioni omosessuali: la maggior parte degli italiani (58,9%) considera ormai necessaria una forma di riconoscimento giuridico, anche se solo il 40,4% pensa al matrimonio. Contrario a qualsiasi tipo di riconoscimento rimane, però, più di un italiano su tre, il 35,9%. Dal rapporto emerge un'Italia ferma su questi temi, rispetto alla precedente indagine, svolta nel 2003. Se è leggermente aumentata infatti la quota di chi equipara l'amore omosessuale a quello eterosessuale (dal 49,2% al 52,5%), sono rimaste sostanzialmente stabili le percentuali riferite a quanti sopportano l'omosessualità solo se non espressa (32,8% nel 2003) e di chi la ritiene immorale (10,3% nel 2003). Confermata anche la maggiore apertura di alcune categorie rispetto ad altre: più tolleranti le donne, le persone con un titolo di studio più elevato e gli elettori di sinistra. Più propense infatti risultano le donne, rispetto agli uomini, ad accettare incondizionatamente l'omosessualità: il 55% la ritiene una forma d'amore come l'eterosessualità, contro il 50,1% dei maschi. Maggiore la tolleranza di chi ha un titolo di studio più elevato: il 19% fra chi possiede la licenza elementare o è privo di titolo la considera al pari dell'omosessualità, contro il 40,8% di chi ha la licenza media, il 54,4% dei diplomati, e il 60,3% dei laureati. Viceversa a considerarla immorale è il 32,8% di chi ha la licenza elementare, il 13% di chi ha la licenza media, il 9,1% di chi ha il diploma di maturità e solo il 4,6% dei laureati. La larga maggioranza dei cittadini di sinistra (74,2%) considera in ugual modo l'amore eterosessuale e quello omosessuale; lo stesso si osserva in più della metà di quanti si definiscono di centro-sinistra (58,5%), a fronte di percentuali decisamente più contenute di quelli di centro (41,7%) e, soprattutto, di centro-destra (32,7%) e di destra (31,1%). Viceversa l'omosessualità viene tollerata soltanto se non ostentata nel 49,5% dei casi a centro-destra, nel 44,8% al centro, nel 36,5% a destra. Fra coloro che si riconoscono politicamente nella destra risulta nettamente superiore alla media la percentuale di chi considera immorale l'omosessualità (29,7%), a fronte del 4,8% del centro-sinistra e del 5,5% della sinistra. Ma l'indagine ha esaminato anche, rispetto all'orientamento sessuale, il rapporto tra genitori e figli. Se il proprio figlio rivelasse di essere omosessuale il 53,5% degli italiani, dopo una prima reazione di sorpresa, accetterebbe la circostanza senza problemi. Il 13,7% tollererebbe il fatto, ma chiederebbe al figlio di non parlarne più, il 12,7% non riuscirebbe ad accettarlo. Solo una minoranza (2,2%) porterebbe il figlio da un medico pensando che si tratti di un problema momentaneo. Sul versante opporto, quello dell'adozione di figli, da parte di coppie gay, vince il fronte del no. Solo una minoranza si dice favorevole, 19%, mentre il 69,1% è contrario. Un fronte contrario che si sta allargando, sottolinea il rapporto, se nella precedente indagine del 2003, la quota dei favorevoli era del 27%. Un ritorno, sottolinea il dossier, di parte dell'opinione pubblica su posizioni più conservatrici.

Dpn

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