Giovedì 18 Giugno 2009

Inchieste e festini, Berlusconi sotto attacco: Solita spazzatura

Roma, 18 giu. (Apcom) - "Spazzatura e falsità". Bastano poche righe a Silvio Berlusconi per replicare - con una nota ufficiale di Palazzo Chigi - a quelli che considera ormai "attacchi fisiologici" dettati "da odio e invidia" nei suoi confronti e utilizzati come "strumento mediatico" tramite il quale foraggiare "un chiaro attacco al presidente del Consiglio, un chiaro progetto eversivo messo in atto con la connivenza della sinistra". Con l'assicurazione che non si farà "condizionare da queste aggressioni" nel suo impegno "per il bene del Paese", Berlusconi si è ritrovato questa mattina a dover combattere una nuova battaglia il cui copione - fanno presente dal suo staff - gli è però ben noto. Da un lato l'attacco personale, che affonda le proprie radici nel gossip e in verità lasciate intendere, che arriva da Bari dove, con un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Patrizia D`Addario, che è stata candidata alle ultime elezioni co­munali nel capoluogo pugliese, ha confessato di aver passato una notte a Palazzo Grazioli. A pagamento. Dall'altro lato - e sempre da Bari - giunge l'attacco giudiziario che parte da un'inchiesta avviata su tangenti nel settore della sanità per arrivare, anche in questo caso, a festini pieni di ragazze che si sarebbero svolti nelle abitazioni del premier di Roma e della Sardegna. Un 'accerchiamento' che fa gridare al complotto lo staff del premier che - anche tramite l'avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini - in attesa "di approfondire queste notizie che ci appaiono completamente sprovviste di qualsiasi connessione fattuale e logica", cerca di liberarsi dalla 'morsa' con un'azione di contrattacco. Guardando a Massimo D'Alema e al suo recente e "sospetto" viaggio a Bari. Sarebbe una "straordinaria coincidenza", osserva infatti il legale del premier, se Massimo D'Alema avesse parlato di "scosse" senza essere a conoscenza delle notizie sull'inchiesta dei pm di Bari. "Quel giorno - dice Ghedini ad Affaritaliani.it - D'Alema era a Bari e il fatto che abbia dato questa indicazione e che poi siano usciti questa intervista e questo articolo effettivamente fa pensare. Nella vita accadono le più straordinarie coincidenze, e questa è davvero straordinaria se è una coincidenza. Se non lo è lo accerterà l'autorità giudiziaria quando sarà il momento e quando sarà il caso". Quanto alle dichiarazioni della ragazza l'avvocato afferma: "A me pare che sia una dichiarazione di una persona che, evidentemente, è delusa dal suo risultato elettorale e forse ha, con questa intervista, un momento di particolare notorietà". Una mitomane, insomma. E a dirlo chiaro e tondo arriva, all'ora di pranzo, un comunicato dell'Ufficio di Presidenza del Pdl che, riunitosi di buon mattino per la nomina dei revisori a Palazzo Grazioli, si è trovato, suo malgrado, a discutere e confrontarsi su questo nuovo fronte. Producendo al termine della riunione, un lungo comunicato. Oltre alla scontata "vicinanza e totale solidarietà al presidente Silvio Berlusconi", i tre coordinatori parlano di "attacco scandalistico tanto privo di fondamento quanto estraneo ai temi di una corretta valutazione dell'operato di un leader politico e del suo movimento". Ma osservano anche che ormai "è evidente che dopo la ricerca spasmodica e ben remunerata, da parte di un gruppo di giornalisti, di ogni notizia, anche la più falsa, in grado di danneggiare l'immagine del premier, si sia aperta la strada a qualsiasi mitomane o persone a caccia di facile notorietà". Ma il sospettato numero uno resta D'Alema. E con la convinzione che l'accoppiata 'intervista-inchiesta' possa essere la prima avvisaglia della 'scossa al gover­no', il Pdl fa quadrato puntando il dito contro l'ex premier: esaurito il filone "Noemi" ora spunta la new entry "Patrizia". 'Archiviato' il caso Mills - è sempre il ragionamento dei dirigenti del Partito della Libertà - ora si vuole tirare dentro il capo del Governo in un altro filone di inchiesta. "Svanita la speranza dei soliti noti di discarcionare il presidente del Consiglio, dalla guerra aperta si è passati alla guerriglia, ad una strategia di avvelenamento quotidiano della discussione pubblica" costringendola ad una vera e propria "agenda di fango", dice il portavoce del partito, Daniele Capezzone. Chiamato in causa D'Alema non fa attendere la sua controreplica. E denuncia "una vergognosa speculazione" sulle sue parole. "Quello da me espresso domenica scorsa nel programma 'In mezz'ora' - ha spiegato il presidente di Italianieuropei - era un giudizio politico riferito al Governo e al nervosismo del Presidente del Consiglio, il quale aveva appena denunciato oscuri e imprecisati complotti contro di lui". E a chi gli imputa di essere a vario titolo manovratore di inchieste giudiziarie D'Alema dapprima precisa di "non saperne nulla" e poi avverte: "mi riservo di agire su ogni piano nei confronti dei calunniatori", auspicando comunque che a quanto pubblicato sul Corriere della Sera giungano al più presto "risposte e smentite di merito, anziché insulti e accuse".

Pda

© riproduzione riservata