Giovedì 18 Giugno 2009

Marcegaglia: Subito le riforme o ancora 5 anni per la crescita

Roma, 18 giu. (Apcom) - Sono necessarie subito riforme strutturali altrimenti si rischia di aspettare ancora altri 5 anni per tornare ai livelli di crescita prima della crisi. "Se le cose non cambiano - avverte la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia concludendo il seminario del Centro studi - avremo un percorso molto faticoso e doloroso, anche per l'impatto sull'occupazione". "E' proprio in un momento di crisi - dice Marcegaglia - che bisogna avere il coraggio di andare avanti con le riforme. I prossimi mesi saranno veramente fondamentali per la tenuta del nostro sistema e la coesione sociale". Le riforme strutturali sono necessarie "altrimenti - dice Marcegaglia - usciremo dalla crisi con un potenziale di crescita ridotto". Marcegaglia ribadisce l'importanza di dare "immediata concretezza" alle misure adottate dal governo per risolvere il problema della stretta al credito. "Oltre al pressing vero e proprio sul sistema bancario - dice - è necessario dare concretezza alle misure della Cdp e della Sace per il flusso del credito". E a proposito delle banche, la presidente degli industriali ritiene che il tema della vicinanza al territorio dei sistemi bancari sia "molto importante". Inoltre, prosegue, "abbiamo chiesto interventi a favore degli investimenti in nuove tecnologie. In un momento come questo chiediamo che chi continua a fare il proprio mestiere sia supportato da uno sgravio fiscale". E ancora, aggiunge Marcegaglia serve "il credito di imposta in ricerca e innovazione: è importante cambiare il meccanismo non tagliarlo con la tagliola". E poi occorre procedere "all'apertura dei piccoli cantieri che insieme al piano casa potrebbe dare respiro alla filiera dell'edilizia". Tra le riforme strutturali, Marceglia elenca la sburocratizzazione, la riforma dell'istruzione, la legalità soprattutto al Mezzogiorno, le liberalizzazioni e la riforma del processo civile. "Sono tutte riforme che possono dare potenziale di crescita al nostro paese. Queste cose si possono fare, serve una volontà politica forte. Il rischio è che - avverte il numero uno degli industriali - se non le facciamo quando la crisi si farà meno forte prevarranno le barriere e le lobby". In particolare, Confindustria è intenzionata a puntare sulle liberalizzazioni e sul Mezzogiorno. Le liberalizzazioni, dice, "sono un tema molto importante su cui ci vogliamo impegnare molto, sono riforme a costo zero e con un potenziale enorme". Il Sud, invece, "sarà il focus essenziale di azione. Siamo convinti - afferma - che se non ritorna a crescere ci sarà un gap enorme per tutto il paese. Ci sono situazioni che non si possono più sostenere per un paese che vuole tornare a crescere. Le grandi riforme sono la risposta anche per il Mezzogiorno". E ancora, aggiunge, "la Confindustria vuole fare della legalità e della guerra al pizzo una delle missioni fondamentali". Occorre quindi fare in fretta perchè il "vero rischio è che si vada vero un'asfissia finanziaria. E' molto importante che molto velocemente alcune cose chiare e nette vengano fatte per sostenere la domanda interna. Noi - sottolinea - siamo convinti che i prossimi mesi saranno fondamentali. L'emergenza è importante, rischiamo di perdere importanti pezzi del sistema produttivo. E' proprio in un momento di crisi che bisogna avere il coraggio di andare avanti con le riforme". "Il paese - prosegue - è in una situazione economica peggiore dal dopoguerra, abbiamo davanti mesi difficili, ma c'è la volontà di imprenditori ad andare avanti, c'è preoccupazione ma non la rassegnazione, c'è la volontà di andare avanti, ma abbiamo bisogno di una politica economica che ci supporti e faccia le grandi riforme che servono al paese".

Gab/Kat

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