Giovedì 18 Giugno 2009

Torino, bimba nuda su cellulare del pedofilo arrestato

Torino, 18 giu. (Apcom) - Un uomo insospettabile, come insospettabile era l'apparato tecnologico di cui disponeva sia a casa che al lavoro: cinque pc, un lettore MP3, quattro hard disk esterni, otto chiavette usb, quattordici cassette per telecamera, centotrentadue cd e trentadue dvd. Oltre a due sim card dei telefonini in suo possesso, su uno dei quali è stata trovata anche l'immagine di una bambina nuda, fotografata accanto a un organo genitale maschile, che l'uomo mostrava alle future vittime - bambine tra i 7 e i 9 anni - per convincerle che non stavano facendo nulla di male. Questo l'esito delle perquisizioni effettuate dalla Procura di Torino, su richiesta dei carabinieri del comando provinciale che hanno arrestato un uomo di 43 anni, con l'accusa di violenza sessuale, atti osceni in luogo pubblico, molestie, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico oltre a corruzione di minori e violazione di domicilio. Una lista lunga come la storia di questo pedofilo che già nel 1999 era stato denunciato ai carabinieri per atti osceni in luogo pubblico commessi nell'hinterland milanese, in cui è residente, denunce poi cadute in prescrizione. Dal 2005 ad oggi sono sette gli episodi contestati al pedofilo, che,interrogato dai carabinieri, ha ammesso di esserlo e ha chiesto aiuto: verrà trasferito nel carcere di Bollate (Mi) dove è attivo un programma di recupero dedicato proprio ai reati di natura sessuale. L'uomo, un impiegato che dalla periferia milanese tutti i giorni si recava a Torino per lavoro, dai modi insospettabili ha confessato che subito dopo essersi sposato aveva cominciato a commettere questi reati e che adescava le sue vittime fuori dalla scuole o nei cortili che visitava uscendo dall'autostrada che percorreva ogni mattina: si faceva toccare nelle parti intime e poi proseguiva il tragitto presentandosi al lavoro. L'indagine che ha portato al suo arresto era scaturita dopo che alcune mamme avevano visto uno sconosciuto che tentava dalla sua auto di filmare alcune bambine nei pressi di Collegno e, dopo aver preso la targa, l'avevano denunciato, portando così gli investigatori a scoprire l'impiegato che aveva già a suo carico altre denunce per reati di tipo sessuale. Nei computer esaminati dagli investigatori, sia quelli sul posto di lavoro usati "solo" per visionare il materiale girato, sia quelli a casa dei suoi genitori sui quali invece scaricava materiale, sono state trovate oltre 1000 immagini pedopornografiche tra foto e video. I carabinieri del comando provinciale di Torino invitano chi fosse informato o coinvolto a denunciare l'accaduto.

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