Giovedì 18 Giugno 2009

Berlusconi; Pdl insiste: è complotto. Opposizione insorge

Roma, 18 giu. (Apcom) - "L'indagine di Bari non tocca il premier", perchè Silvio Berlusconi "non ha mai pagato donne". Contro di lui c'è l'ipotesi di una "complotto". Così dice il suo avvocato, Niccolò Ghedini, che sceglie la linea dura per la difesa dell'inquilino di palazzo Chigi. Difesa da un lato dall'inchiesta di Bari, che rischia di diventare un problema, e dall'altro dagli strali della sinistra, che, dopo un primo momento di smarrimento, oggi ha dato libero sfogo alla sua vis polemica, 'infilzando' il premier con l'accusa di 'ricattabilità'. Rosy Bindi chiede a Berlusconi di dare "spiegazioni serie" sulle vicende oggetto delle polemiche di questi giorni, oppure dovrà "trarre le conseguenze". Spiega l'esponente Pd: "Dia una spiegazione seria o tragga le conseguenze... penso che la vita privata di un uomo di Stato, debba essere sempre e comunque comunicabile. Questo continuo invocare la privacy - pensiamo anche alla legge sulle intercettazioni - questo accusare gli altri di complotto perché è indicibile ciò che avviene nel privato, credo che un uomo pubblico non se lo possa permettere". Antonio di Pietro, leader dell'Idv, sottolinea che "non è accettabile, specie in un periodo di crisi come questo, lasciar governare un uomo che consolida quotidianamente, nell`opinione pubblica del Paese il dubbio che scelte e decisioni abbiano costantemente un retroscena vojeristico e privatistico". Insomma, per Di Pietro Berlusconi è ormai come un 'vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro', mentre per la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, il premier e il suo avvocato avrebbero "una concezione della donna che fa rabbrividire". "Dopo aver parlato ieri di 'utilizzatore finale' a proposito del premier - prosegue l'esponente del Pd - Ghedini chiede scusa adducendo come motivazione dell'errore la sua abitudine e attitudine ad usare un linguaggio ed un lessico giuridico. A me però non sembra che le parole dette oggi appartengano al lessico giuridico", piuttosto, quelle odierne, "mi sembrano affermazioni gravi e infelici che rivelano un'idea squallida e commerciale dei rapporti tra uomini e donne". E' infatti con l'avvocato più che direttamente con il premier che se la prendono le donne di sinistra ma, si sa, a volte meglio parlare a nuora per far intendere a suocera. E allora per Giovanna Melandri "le parole di alcuni collaboratori del presidente del Consiglio e in particolare del suo avvocato Ghedini evidenziano in modo terribilmente chiaro l'idea che il premier ha dell'universo femminile e, soprattutto, delle relazioni tra uomini e donne", mentre per Marina Sereni "il Paese è bloccato sulla vita privata del presidente del Consiglio e sulle accertate o presunte feste di Casoria, villa Certosa, palazzo Grazioli...Che tristezza, che imbarazzo!". Dall'altra parte, a ergersi vestali del premier sono Iva Zanicchi ("il premier ha profondo rispetto e attenzione per il mondo femminile, che più volte egli ha descritto come più capace, forte e impegnato di quello maschile"), Elisabetta Gardini ("Ancora una volta, come il più classico dei déjà vu, ecco riapparire la solita gogna mediatico-giudiziaria volta ad infangare l`immagine di Silvio Berlusconi, cercando di depotenziarne il ruolo") e Stefania Prestigiacomo ("L'ennesimo attacco di fango mediatico non intaccherà l'azione del Governo. Siamo tutti con il Presidente Berlusconi e lavoriamo per il Paese"). Ma il Pdl schiera soprattutto i massimi vertici del partito. Per Ignazio La Russa, uno dei triumviri a capo del Pdl, "il premier è più discriminato dei gay" e "le accuse false e tendenziose su Berlusconi si ripetono da settimane. Questa indagine sulla vita privata, su attività che non costituiscono reato è una violazione del diritto individuale. Nessuno - ha sottolineato da Parigi - può essere discriminato per la sua vita privata". Stessi toni usati anche dal coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, per il quale gli ultimi sviluppi dell'inchiesta barese rappresentano "la quadratura del cerchio di una vicenda che solo osservatori faziosi e di parte, e quindi in malafede, non possono non definire un complotto ai danni del presidente Berlusconi". Da ultimo, a teorizzare il complotto è l'ex presidente della Puglia, Raffaele Fitto, che punta il dito contro "un metodo che caratterizza il rapporto tra alcuni esponenti della sinistra e una piccola parte della magistratura barese e pugliese che, con questi reiterati comportamenti, continua a screditare tutta quell`altra parte della magistratura che lavora seriamente e non si presta a questi giochetti". Insomma, insiste il ministro per i Rapporti con le Regioni, "più passano le ore più risulta chiaro che non c`è assolutamente nulla di casuale e di scollegato tra le 'scosse' al premier preannunciate domenica scorsa da Massimo D`Alema, lo scoop giornalistico del Corriere della Sera, la fuga di notizie dalla Procura di Bari e la circostanza che nonostante la folla che circondava il Presidente Berlusconi a Bari, la signora D`Addario sia riuscita ad essere spesso sullo sfondo delle foto scattate per strada al Presidente".

Gic

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