Scoperta a Roma la più antica icona di San Paolo

Scoperta a Roma la più antica icona di San Paolo Un dipinto del IV secolo nelle catacombe di Santa Tecla

Scoperta a Roma la più antica icona di San Paolo
Roma, 28 giu. (Apcom) - Torna alla luce la più antica icona di San Paolo. L'affresco, datato fine del IV secolo, è stato scoperto il 19 giugno, durante i restauri nelle catacombe romane di Santa Tecla coordinati dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. Lo annuncia l'Osservatore romano, a pochi giorni dunque dallo scadere dell'anno paolino."Una sensazionale scoperta" che "impressiona gli archeologi che seguono il lavoro da più di un anno", sottolinea l'Osservatore.Durante il restauro di una decorazionepittorica di un cubicolo della catacombe, sulla via Ostiense, illaser ha messo in luce "il volto severo e ben riconoscibile disan Paolo", tra i più antichi e i più definiti che ci abbiaconsegnato la civiltà figurativa dell'antichità cristiana. Anzi,scrive l'Osservatore, "per le sue caratteristiche può essereconsiderato la più antica icona dell'apostolo finora conosciuta.Il volto, "circondato da uno sfavillante clipeo giallo oro surosso vivo, emoziona per il suo graffiante espressionismo eappare come un'icona forte ed eloquente dell'Apostolo dellegenti, un volto d'epoca, che ci accompagna verso quella missioneche la Chiesa di Roma, tra il IV e il V secolo, affida allafigura di Paolo nella conversione al cristianesimo degli ultimipagani".Nelle nuove pitture scoperte nel cubicolo di Santa Teclaappaiono ambedue i volti dei principi degli apostoli, definiti intutte le peculiarità fisionomiche, che li caratterizzeranno nellaciviltà figurativa tardoantica, bizantina e medievale e chegiungono sino ai nostri giorni. La compresenza di Pietro (la suaimmagine è purtroppo molto rovinata dal punto di vistaconservativo) e Paolo nel soffitto del cubicolo, seppurearricchita dalle altre due immagini per ora ingiudicabili, "ciaccompagna - scrive ancora l'Osservatore - verso quello slogandella 'concordia apostolorum', ideato quale elemento determinantedell'ambizioso progetto politico-religioso della renovatio Urbis,pensato simultaneamente dalla propaganda imperiale e da quellapontificia, nell'ultimo scorcio del iv secolo e nei primi decennidel seguente, in perfetta sintonia con la cronologia dei nostriaffreschi".

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