Martedì 07 Luglio 2009

Calabrò boccia la tv italiana: "è una finestra sul cortile"

Roma, 7 lug. (Apcom) - Nel panorama dell'informazione televisiva "emerge un problema di completezza e obiettività dell'informazione, specie nei telegiornali, anche al di fuori del periodo elettorale". E' quanto rileva Corrado Calabrò, presidente Agcom, nella sua relazione annuale al Parlamento. Parlando a Montecitorio, Calabrò lamenta anche come sia rimasta "scetticamente inevasa l'esigenza della riforma della Rai, tuttavia irrinunciabile se non altro per dare alla gestione maggiore efficienza e alle testate maggiore indipendenza alla politica". Per Calabrò la televisione italiana "è una grande tv locale", una "finestra sul cortile" più che "aperta sul pianeta", "ripiegata sui fatti di casa nostra, specie di cronaca nera". Nel suo j'accuse Corrado Calabrò, sottolinea il "crescente divario" tra la tv italiane e le straniere migliori, invitando a considerare l'effetto di "chiusura mentale" che ne deriva, "poichè una gran parte dei telespettatori la televisione ha una funzione di validazione della realtà: i fatti non riportati in televisione vengono ritenuti per ciò stesso irrilevanti". Il problema, secondo il garante, è sulla ricchezza di informazioni dal mondo e l'approfondimento "qualificato" dei temi: nel 2008, secondo il monitoraggio Agcom, i tg di tutte le emittenti nazionali hanno dedicato alla cronaca il 25,2% del tempo, alla politica il 25%, all'economia e al lavoro l'8,4%. Seguono lo sport con il 6,9%, lo spettacolo con il 4,1%, il costume con il 2,4%, mentre alla cultura è dedicato solo l'1,6% dello spazio. Tra i 'peccati' della tv italiana, anche "la trasformazione dei processi giudiziari in processi mediatici". In questo senso, dopo la denuncia degli scorsi anni, Calabrò non nasconde la "soddisfazione" per la sottoscrizione, il 21 maggio scorso, del codice di autoregolamentazione per i processi in tv: "un modello di successo, da ripetere - sostiene -. La 'buona informazione' è quella che nasce nel rispetto della deontologia professionale". "Il pluralismo e la libertà di informazione si garantiscono migliorando la qualità e l'indipendenza dell'informazione", afferma poi il garante per le comunicazioni, Corrado Calabrò, che nella sua relazione annuale individua un "fil rouge" che lega le tre riforme: "informazione televisiva, servizio pubblico radiotelevisivo e riforma della stampa". Secondo Calabrò, "l'elemento fondamentale per sopravvivere alla dilagante diffusione di internet è la qualità dell'informazione giornalistica. Un'informazione - osserva - di cui si avverte tanto più il bisogno quanto più indiscriminata e grezza è la massa di notizie che si riversa a getto continuo dalla rete, sicchè si profila il rischio di una nuova forma d'ignoranza per incapacità di valutare, di formarsi un'opinione ragionata". Tuttavia, nota, mentre nel resto del mondo, come in Francia, si discute di questi temi, "in Italia la riforma della stampa è tuttora ferma ai blocchi di partenza".

Cep

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