Calabrò boccia la tv italiana: "è una finestra sul cortile"

Calabrò boccia la tv italiana: "è una finestra sul cortile" Nei tg "problema di completezza e obiettività dell'informazione"

Calabrò boccia la tv italiana: è una finestra sul cortile
Roma, 7 lug. (Apcom) - Nel panorama dell'informazione televisiva"emerge un problema di completezza e obiettivitàdell'informazione, specie nei telegiornali, anche al di fuori delperiodo elettorale". E' quanto rileva Corrado Calabrò, presidenteAgcom, nella sua relazione annuale al Parlamento.Parlando a Montecitorio, Calabrò lamenta anche come sia rimasta"scetticamente inevasa l'esigenza della riforma della Rai,tuttavia irrinunciabile se non altro per dare alla gestionemaggiore efficienza e alle testate maggiore indipendenza allapolitica".Per Calabrò la televisione italiana "è una grande tvlocale", una "finestra sul cortile" più che "aperta sul pianeta","ripiegata sui fatti di casa nostra, specie di cronaca nera". Nel suo j'accuse Corrado Calabrò, sottolinea il "crescente divario" tra latv italiane e le straniere migliori, invitando a considerarel'effetto di "chiusura mentale" che ne deriva, "poichè una granparte dei telespettatori la televisione ha una funzione divalidazione della realtà: i fatti non riportati in televisionevengono ritenuti per ciò stesso irrilevanti".Il problema, secondo il garante, è sulla ricchezza diinformazioni dal mondo e l'approfondimento "qualificato" deitemi: nel 2008, secondo il monitoraggio Agcom, i tg di tutte leemittenti nazionali hanno dedicato alla cronaca il 25,2% deltempo, alla politica il 25%, all'economia e al lavoro l'8,4%.Seguono lo sport con il 6,9%, lo spettacolo con il 4,1%, ilcostume con il 2,4%, mentre alla cultura è dedicato solo l'1,6%dello spazio.Tra i 'peccati' della tv italiana, anche "la trasformazione deiprocessi giudiziari in processi mediatici". In questo senso, dopola denuncia degli scorsi anni, Calabrò non nasconde la"soddisfazione" per la sottoscrizione, il 21 maggio scorso, delcodice di autoregolamentazione per i processi in tv: "un modellodi successo, da ripetere - sostiene -. La 'buona informazione' èquella che nasce nel rispetto della deontologia professionale"."Il pluralismo e la libertà diinformazione si garantiscono migliorando la qualità el'indipendenza dell'informazione", afferma poi il garante per lecomunicazioni, Corrado Calabrò, che nella sua relazione annualeindividua un "fil rouge" che lega le tre riforme: "informazionetelevisiva, servizio pubblico radiotelevisivo e riforma dellastampa".Secondo Calabrò, "l'elemento fondamentale per sopravvivere alladilagante diffusione di internet è la qualità dell'informazionegiornalistica. Un'informazione - osserva - di cui si avvertetanto più il bisogno quanto più indiscriminata e grezza è lamassa di notizie che si riversa a getto continuo dalla rete,sicchè si profila il rischio di una nuova forma d'ignoranza perincapacità di valutare, di formarsi un'opinione ragionata".Tuttavia, nota, mentre nel resto del mondo, come in Francia, sidiscute di questi temi, "in Italia la riforma della stampa ètuttora ferma ai blocchi di partenza".

© RIPRODUZIONE RISERVATA