Martedì 07 Luglio 2009

G8; Gabrielli:Infiltrati?A L'Aquila non ci sara' un'altra Genova

L'Aquila, 7 lug. (Apcom) - Il G8 dell'Aquila "non sarà un'altra Genova" e se proteste ci saranno "riteniamo che saranno veramente poca cosa". Ad affermarlo è il prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli, a Coppito, sede del vertice dei grandi della terra. E a chi gli chiede se ci saranno infiltrati, risponde con una metafora: "Il sistema idraulico sta tenendo". "La mia preoccupazione - prosegue il prefetto - è ora far sì che questi spettri di quello che e' stato definito il 'G8 dopo il G8 di Genova' vengano esorcizzati. In questo Paese, tutto cio' che ha riguardato il G8 è stato legato in qualche modo ai fatti di Genova. E anche su questo G8 dell'Aquila gravavano quegli spettri e quei fantasmi, assieme alla possibilità che in un modo o nell'altro si potessero ripetere certe cose". "Tuttavia - rimarca Gabrielli - il solo trascorrere del tempo nella vita porta dei benefici effetti. E poi molte cose sono passate, c'e' stata anche una evoluzione all'interno dello stesso movimento no global. Inoltre, il luogo in cui si svolge l'evento ha un qualche cosa di particolare". "Tutto questo - dice il prefetto aquilano - mi fa oggi ritenere che almeno da questo punto di vista le problematiche che hanno caratterizzato altri eventi non ripeteranno, sicuramente nelle dimensioni. E questo credo sia già in qualche modo confortante". I momenti critici saranno "l'arrivo delle delegazioni domani mattina e la ripartenza di venerdì. Come nel linguaggio aereo - afferma - , i momenti critici sono il decollo e l'atterraggio. Per questo, la cornice dell'evento deve essere più sicura possibile", sottolinea Gabrielli auspicando che ci si concentri piuttosto sui temi del vertice e sulle decisioni che saranno prese. Quanto alla possibilità che il capoluogo dell'Abruzzo possa restare indenne da ogni protesta, Gabrielli conclude: "Lo diremo solo alla fine. Credo però che sia indubbio il fatto che L'Aquila è una città meno agibile di altre, soprattutto dopo il sisma. Molto più semplice protestare in altre città, come sta accadendo in queste ore, e in quei centri che si sono sentiti coinvolti anche negli arresti di Torino dei giorni scorsi.

Gtz

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