Martedì 07 Luglio 2009

Cina; Coprifuoco a Urumqi dopo una giornata di tensione

Urumqi, 7 lug. (Apcom) - La calma è scesa su Urumqi, al termine di una giornata segnata dall'esplosione di nuove tensioni da parte uigura e cinese, grazie all'istituzione del coprifuoco. Dalle 21 ora locale a domani mattina alle 8 sarà vietato muoversi, vietati gli accessi alle automobili nelle zone sensibili e gli abitanti invitati a restare in casa. Alle 21 passate nella città regna il silenzio, interrotto soltanto dal rumore di elicotteri che sorvolano la centrale Piazza del Popolo. Le strade sono pattugliate dalle forze armate speciali della polizia, un poliziotto è stanziato ad intervalli di 50 metri lungo la piazza e le strade principali. I giornalisti sono segregati nell'hotel messo a disposizione dal governo locale e dal Ministero degli Esteri, il solo luogo in tutta la città dove ci sia ancora l'accesso ad internet. Fuori nelle strade non c'è quasi più nessuno, nonostante faccia ancora giorno ad Urumqi, una città distante più di 2600 chilometri da Pechino che vive al ritmo di due orari separati. Solo qualche ragazzo gira ancora per le strade, bastoni alla mano. Poco prima gli sparuti commerci ancora aperti, che si sono concessi il lusso del business contrariamente ai 3 giorni di chiusura dei negozi imposto dal governo locale, erano presi d'assalto dagli abitanti del centro. Si usciva a procurarsi i viveri con una busta in una mano e il bastone nell'altra, con la borsetta da un lato e l'ombrello brandito a mo' di arma dall'altro. "E' per autodifesa che portiamo i bastoni - spiega un uomo, sceso in strada col figlio, entrambi armati di mazze di legno- noi han non facciamo del male a nessuno, ma evidentemente ci sono persone che non possono vederci e noi dobbiamo difenderci". I media di stato, CCTV e le tivvù locali trasmettono a ripetizione immagini delle distruzioni nella città e interviste a cittadini che lamentano l'azione di 'banditi'. "Siamo una società multietnica, qui da noi le minoranze convivono bene, siano esse han, hui o uiguri. Solo dei piccoli gruppi di agitatori e criminali innescano questo tipo di violenze, e sono certamente guidati dall'estero, da quella Rebiya, ci sono le prove delle sue incitazioni su internet", lamenta un impiegato della Industrial and Comercial Bank of China su Via della Liberazione. La conferma viene dalla versione ufficiale: stamattina in conferenza stampa il Sindaco di Urumqi, Yisha Muli, ha ribadito che "gli incidenti del 5 luglio sono azioni separatiste, organizzate e premeditate, e guidate dall'estero da Rebiya Kadeer". Secondo il sindaco a partire dal 4 luglio, l'attivista avrebbe mobilitato giovani uiguri attraverso la chat room QQ, i forum e i siti internet, chiedendo loro di radunarsi intorno alla Piazza del Popolo il giorno seguente. "Le prove ci sono, sono internet", "Certo che è stato tutto organizzato da Rebiya, ma non li guardate i telegiornali?" è ciò che mormora la gente nelle strade, fiduciosa nelle versione ufficiale. Intanto Urumqi si prepara a passare la notte. La gente è nelle case, i negozi sono chiusi e c'è chi alza barricate difensive nell'eventualità di nuovi scontri. All'hotel Haide, dove alloggiano i giornalisti stranieri, nel pomeriggio la sicurezza ha sigillato le vetrine e apposto pannelli in legno difensivi per prevenire i danni delle esplosioni di colpi d'arma da fuoco. Inutili poiché la città è piombata in una calma surreale, inimmaginabile appena una settimana fa quando i musulmani animavano le strade a notte fonda con mercati notturni e attività di ogni sorta.

Acm

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