Giovedì 09 Luglio 2009

L'Italia ritorna al nucleare: il Ddl sviluppo diventa legge

Roma, 9 lug. (Apcom) - Via libera dell'Aula del Senato al ddl sviluppo che segna il ritorno dell'Italia al nucleare. Il provvedimento, in quarta lettura, è stato approvato in via definitiva e quindi diventa legge. I voti a favore sono stati 154, i contrari 1, e gli astenuti 1. L'opposizione non ha partecipato al voto. Il ddl sviluppo, rispetto al testo approvato dall'esecutivo, durante i diversi passaggi parlamentari è quasi raddoppiato, passando da 33 a 64 articoli, e giunge in dirittura d'arrivo a oltre dieci mesi dallo stralcio dalla manovra estiva del 2008 varata dal governo Berlusconi. L'Italia ha già posto un primo passo sulla strada del ritorno al nucleare con l'accordo italo-francese del 24 febbraio scorso. Obiettivo, come più volte dichiarato dallo stesso ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, arrivare al 25% di produzione di energia in Italia da nucleare (13mila Megawatt di capacità produttiva). E proprio in occasione dell'accordo italo-francese Enel e la francese Edf si sono impegnate a sviluppare, costruire ed gestire almeno 4 unità di generazione, avendo come riferimento la tecnologia Epr (Enanched Pressurized water Reactor) modello che la stessa Edf sta sviluppando in collaborazione con Enea a Flamanville 3. Si punta a rendere la prima unità italiana operativa non oltre il 2020. Enel si candida a un ruolo di capofila nello sviluppo di un programma nucleare italiano, forte non solo della sua storia, ma anche del fatto che oggi, con circa 5.700 MW di capacità nucleare installata e 1.080 MW in costruzione, è uno dei principali operatori nucleari Europei. La società guidata da Fulvio Conti è presente con il nucleare in Spagna dove attraverso la controllata Endesa con 7 unità Westinghouse Pwr per un totale di circa 3.600 MW (3.640 MW) ed in Slovacchia dove attraverso Slovenske Elektrarne gestisce 4 unità, tecnologia VVER, per un totale di circa 880 MW. Inoltre, Enel partecipa alla realizzazione di due delle tre unità attualmente in corso di realizzazione in Europa; in Francia, insieme ad Edf, alla realizzazione dell'unità di III generazione avanzata Epr nel sito di Flamanville con una quota del 12,5%, che corrisponde ad una capacità di 200 MW, e con circa 60 ingegneri; in Slovacchia, per la realizzazione delle unità 3 e 4 nella centrale di Mochovce che utilizzeranno la tecnologia Russa ad acqua pressurizzata Vver.

Red-Bol

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