Nuova influenza; Rezza (Iss): Vaccino sarà pronto a ottobre

Nuova influenza; Rezza (Iss): Vaccino sarà pronto a ottobre Importante per limitare contagi. In Italia no casi su larga scala

Nuova influenza; Rezza (Iss): Vaccino sarà pronto a ottobre
Roma, 19 lug. (Apcom) - Bisogna porre attenzione al fenomeno della nuova influenza "ma al momento attuale non c'è una diffusione del virus in Italia a livello di comunità". I casi riscontrati nel nostro paese hanno riguardato infatti solo viaggiatori, persone che erano state nei paesi a rischio o chi aveva avuto contatti con loro. Nonostante questo, l'epidemia si sta diffondendo in Europa, soprattutto in Inghilterra ed "è ragionevole prevedere che si diffonderà in tutta l'Europa continentale ed è quindi difficile pensare che Italia possa essere risparmiata". A settembre o ottobre, "ci sarà quindi comunque una impennata dei casi e il vaccino, che sarà pronto ad ottobre, è necessario per limitare il contagio, ridurre l'impatto dell'influenza". Lo ha detto ad Apcom Giovanni Rezza, epidemiologo dell'Istituto superiore di sanità.Il virus, spiega Rezza, è aggressivo quanto quello di una normale influenza stagionale, "non è pericoloso come la Sars o l'aviaria, non è letale: il problema maggiore non è infatti la pericolosità per il singolo individuo, ma si tratta di un problema di sanità pubblica". Quindi, il vero pericolo sta nella sua diffusione. Secondo l'epidemiologo "le misure prese per ora in Italia sono state grandemente efficaci ed hanno contribuito al contenimento del contagio. L'isolamento individuale dei viaggiatori non è proponibile - dice Rezza - anche in Italia finora siamo stati molto severi e abbiamo usato la diagnosi precoce, l'isolamento domiciliare, il rintraccio dei contatti e la profilassi, la chiusura temporanea di alcune scuole".Per evitare diffusione del virus o ritardarla, "cosa altrettanto importante, bisogna evitare luoghi affollati seguire le norme di igiene e entro 7 giorni dal ritorno a casa da un viaggio, in presenza di sintomi influenzali, rivolgersi a una struttura sanitaria evitando i contatti. Il malato cronico - conclude Rezza - se può è meglio che differisca il viaggio".

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