Venerdì 24 Luglio 2009

Scuola, Presidi: troppi bocciati? Scorso anno si diceva contrario

Roma, 24 lug. (Apcom) - "L'aumento del numero di bocciati nelle scuole italiane non è un buon segnale, ma ricordiamoci che l'anno scorso ci si lamentava del contrario": così Giorgio Rembado, il presidente dell'Associazione nazionale presidi (Anp), interpellato da Apcom, commenta le critiche mosse al sistema scolastico italiano ,attraverso due editoriali pubblicati sul quotidiano `La Stampa', dall'oncologo Umberto Veronesi e dal docente universitario Luca Ricolfi. "La realtà - sostiene oggi Ricolfi, che insegna analisi dei dati all'Università di Torino - è che la maggior parte dei giovani che escono dalla scuola e dall'università è sostanzialmente priva delle più elementari conoscenze e capacità che un tempo scuola e università fornivano. Partita con l'idea di includere le masse fino allora escluse dall'istruzione, la generazione del '68 ha dato scacco matto proprio a coloro che diceva di voler aiutare". Ma la strada più idonea per aiutare gli studenti non sarebbe quella della maggiore selezione. "Sono convinto - ha scritto ieri Veronesi sempre su 'La Stampa' - che la punizione (quale di fatto è la bocciatura alla maturità) non serva alla maturazione di un diciottenne. Servirebbe invece che la scuola fosse un luogo di formazione di una coscienza individuale, ruolo oggi giocato prevalentemente dalla tv e da Internet". Pareri sostanzialmente condivisi dal presidente dell'Anp: "E' pacifico - sostiene il sindacalista dei dirigenti scolastici - che l'innalzamento del numero dei respinti è un segnale negativo". Rembado sostiene che la bocciatura è solo l'ultimo anello di un sistema scolastico sempre più "complesso", erroneamente poco incentrato sulla meritocrazia e quindi sicuramente da migliorare. Ma "che non si può certo liquidare in quattro battute". "E' altrettanto vero - sottolinea il dirigente-sindacalista - che sarebbe altrettanto negativa una promozione di massa con studenti non all'altezza delle competenze certificate attraverso i diplomi conseguiti. Tanto è vero che fino allo scorso anno molti addetti ai lavori si lamentavano proprio di questa tendenza a promuovere molti studenti senza una preparazione adeguata". Quello che mancherebbe è quindi un progetto formativo chiaro, che punti a determinati obiettivi di fondo. E che soprattutto venga mantenuto negli anni, spesso a seguito dei cambi di governo. "Non si può continuare a dire tutto e il contrario di tutto - continua Rembado - sconfessando periodicamente quello che si diceva pochi mesi prima. Così non può andare bene: sarebbe il caso - conclude il presidente Anp - che una volta per tutte ci si metta d'accordo".

Alg

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