Aborto, Ru486, Roccella: ho perplessità, ombre sulla sicurezza

Aborto, Ru486, Roccella: ho perplessità, ombre sulla sicurezza Domani cda Aifa decide su vendita, ma risultato "non è scontato"

Aborto, Ru486, Roccella: ho perplessità, ombre sulla sicurezza
Roma, 29 lug. (Apcom) - Domani il cda dell'Aifa deciderà sull'immissione nel mercato della pillola abortiva Ru486, dopo il parere positivo del Comitato tecnico e scientifico si tratterebbe dell'ultimo passaggio, ma la decisione "non è scontata", ha sottolineato il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella a margine della presentazione della relazione del ministero al Parlamento sulla legge 194.Il sottosegretario, pur sottolineando che si tratta di una competenza esclusiva dell'Aifa, ha ricordato che il passaggio al cda non è "un passaggio soltanto burocratico", ma una fase in cui invece si dovranno valutare costi e benefici del farmaco, e che quindi l'esito "non è scontato".Inoltre Roccella ha esposto alcuni dubbi sulla sicurezza del farmaco e del protocollo ad oggi utilizzato nelle poche regioni che lo hanno introdotto e che prevede il day hospital col rischio che l'espulsione del feto non avvenga dentro una struttura pubblica: "Personalmente sono molto perplessa sull'utilizzo della pillola abortiva Ru486, penso che rimangano delle zone d'ombra sulla sicurezza di questo farmaco", ha detto il sottosegretario, evidenziando che per questo "ho chiesto la massima trasparenza delle valutazioni", trasparenza anche "nei confronti dell'opinione pubblica", soprattutto riguardo ai rischi, tenuto conto delle notizie di casi di decessi che ad esempio si sono avute in Gran Bretagna.Ieri Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, avaeva inviato una lettera al presidente dell`Aifa chiedendo di non porre in vendita il farmaco. Nella lettera si legge che secondo notizie di stampa "il numero delle donne decedute a seguito dell`assunzione della Ru486 sarebbe salito a 29", un cifra che "suscita un allarme ancor più intenso" rispetto al dato finora accertato di 16 donne decedute.

© RIPRODUZIONE RISERVATA