Sabato 01 Agosto 2009

A sud si pagano meno tasse di quanto si riceve da amministrazione

Milano, 1 ago. (Apcom) - Se si guarda il saldo tra le tasse pagate dai cittadini alla P.A. e la spesa pubblica pro-capite, negli ultimi 10 anni il divario Nord-Sud è aumentato a vantaggio di quest`ultimo. A dirlo sono i dati forniti dalla Cgia di Mestre frutto del confronto tra i saldi regionalizzati nel decennio 1997/ 2007. In sostanza i cittadini del Sud in termini di tasse e contributi versano meno di quanto non ricevano in termini di spesa pubblica. Situazione diametralmente opposta per i colleghi del Nord. Nel 2007 ciascun cittadino residente nelle regioni del Nord presenta un saldo positivo di 5.295 euro, (paga tasse e contributi per 16.670 euro e riceve in termini di spesa 11.376), quelli del Centro presentano un "differenziale" più contenuto ma comunque positivo per 3.459 euro. La situazione cambia segno quando si analizzano i risultati delle regioni meridionali. Per quelle a statuto ordinaro il saldo è negativo e si attesta sui 1.061 euro pro-capite. La situazione si presenta ancor più positiva per le due regioni a statuto speciale: per la Sicilia e la Sardegna il residuo fiscale si attesta sui 2.063 euro pro capite. Il quadro diventa ancora più chiaro se si osservano i dati su base decennale: a fronte di una situazione pressochè stabile per le regioni ordinarie del Nord e in miglioramento le regioni settentrionali a statuto speciale, peggiora, invece, in maniera molto sensibile al Centro. In questa macro area nel 1997 il saldo era pari a 1.958 euro, 10 anni dopo ha toccato, come dicevamo, i 3.459. Il confronto tra il 2007 e il 1997 premia, invece, il Mezzogiorno. Nel 1997 il saldo delle regioni ordinarie era di segno negativo pari a 900 euro pro capite ( a fronte dei 1.061 del 2007). Per le realtà a statuto speciale le cose sono andate ancora meglio. Se nel 1997 il saldo era negativo per 1.430 euro pro capite, 10 anni dopo si attesta, sui 2.063. "E` del tutto legittimo che i politici meridionali chiedano più risorse per rilanciare l`economia dei loro territori - commenta il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi - ma non ci vengano a dire che negli ultimi anni sono stati penalizzati dalla politica nazionale. Le statistiche dicono il contrario. Nell`ultimo decennio la solidarietà del Paese nei loro confronti è cresciuta". "La cosa sorprendente - spiega - è che i maggiori sacrifici per sostenere l`economia meridionale sono stati fatti dagli abitanti del Centro che hanno registrato in questo decennio gli aumenti di saldo più consistenti". "E' inaccettabile - conclude - è che la protesta sollevata in queste settimane da una parte della classe politica e dirigente meridionale si basi sull`assunto che negli ultimi anni gli aiuti economici al Mezzogiorno sono diminuiti. I dati in maniera inequivocabile dicono il contrario".

Mlo

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