Domenica 02 Agosto 2009

Aborto, su Facebook gruppi contro Ru486, ma molti 'scomunicati'

Roma, 2 ago. (Apcom) - "No alla pillola abortiva": accanto una foto della Ru486 e una di un feto, già riconoscibilissimo come un bambino, morto, avvolto in una fascia insanguinata, con la testa ancora troppo grossa rispetto al corpo, le gambe rannicchiate, il cordone ombelicale incartapecorito, il colorito cianotico. E' la foto più cruda presente su Facebook, dove sono numerosi i gruppi contro la pillola abortiva, il cui uso è stato approvato anche in Italia, esclusivamente in ospedale, dall'Aifa. Tanti altri gruppi hanno postato le foto di bellissimi bambini sorridenti, a dimostrare che l'uso dell'aborto chimico 'uccide'. "La Ru486 non è una medicina. Non cura alcuna malattia. Non aiuta la vita, la stronca sul nascere. La Ru486 non è amichevole nei confronti delle donne. Non realizza in alcun modo un aborto indolore, posto che sia possibile realizzarlo". Lo si legge su un gruppo con 2.054 iscritti, dal titolo "Firmate contro la Ru486": l'appello è a firma di Lucetta Scaraffia, Roberto Formigoni e Giuliano Ferrara che della controversa pillola dicono: "E` al contrario un sistema abortivo altamente controverso anche dal punto di vista della sua sicurezza ed efficienza clinica. Più importante ancora, la pillola abortiva tende a deresponsabilizzare il sistema medico, e a ridurlo a dispensario di veleni, e lascia sole le donne, inducendole a una sofferenza fisica e psichica prolungata e domestica, molto simile alle vecchie procedure dell`aborto clandestino. Per queste ragioni etiche siamo contrari alla pillola Ru486 e alla sua introduzione in Italia - concludono - anche perché la sua utilizzazione è incompatibile con le norme della legge 194/1978. E pensiamo che occorra fare di tutto, ciascuno nelle forme pertinenti il proprio ruolo, per impedirla". Veemente anche l'appello di Nicola di Stefano, presidente di Famiglia e Valori, che ha fondato un gruppo che ha al momento circa 240 iscritti e che definisce la Ru486 un "pesticida umano". Postato all'indomani dell'ok dell'Aifa, l'appello chiede che "scaturisca una rivolta totale politica, morale e religiosa" contro la 'kill pill', "un veleno antifeto che, molte settimane dopo il concepimento, puoi ingerire per espellere il bambino 'indesiderato' che hai in corpo a casa tua, con dolore e rischi per la salute, nella più disperata e indifferente delle solitudini, tirando lo sciacquone". "La pillola costa 14 euro - dice - è alla portata di tutte le borse, e la minimizzazione dei suoi rischi clinici, ché quelli di cultura e di senso sono evidenti e irrimediabili, farà in modo che si diffonda adeguatamente". Molti anche i siti a favore dell'Ru486, che giudicano l'ok dell'Aifa come un segno di civiltà e che, di conseguenza, di mettono già tra gli 'scomunicati'. Tra tutti spicca quello di 'Zona atea': "Siamo a favore della contraccezione, dell'amniocentesi e della epidurale, della fecondazione assistita omologa ed eterologa, dell'interruzione volontaria di gravidanza, della "pillola del giorno dopo" e della RU-486, della ricerca sulle cellule staminali embrionali, dell'eutanasia e del testamento biologico - recita - Formiamo coppie di fatto, senza firmare contratti o matrimoni. I nostri figli non li battezziamo e li esoneriamo dall`insegnamento della religione cattolica. Preferiamo pensare, invece di credere. E pensiamo a una nascita umana sana, uguale per tutti, senza perversioni e senza peccato originale. Tutto questo può bastare per essere scomunicati? Riteniamo di sì".

Apa

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