Benzina: Scajola convoca le compagnie petrolifere per i rincari

Benzina: Scajola convoca le compagnie petrolifere per i rincari Dopo le proteste delle associazioni dei consumatori

Benzina: Scajola convoca le compagnie petrolifere per i rincari
Roma, 5 ago. (Apcom) - Il ministro dello Sviluppo economico,Claudio Scajola, ha convocato per domani pomeriggio le compagniepetrolifere per esaminare l`andamento dei prezzi dei carburanti."Ogni anno si verifica la stessa situazione, con aumenticoncomitanti agli esodi dei cittadini - afferma il presidenteCodacons, Carlo Rienzi - dal momento che il governo su questofronte è assolutamente immobile, ci appelliamo ad Antitrust eMister Prezzi affinché indaghino sui rincari dei carburantidecisi in questi giorni da tutte le compagnie petrolifere".La doppia velocità e "le speculazioni sui carburanti - concludeRienzi - peseranno sulle vacanze degli italiani che deciderannodi viaggiare utilizzando l`automobile, per un importo compresotra 10 e 15 euro ad automobilista, considerando partenza, ritornie spostamenti vari".Secondo Federconsumatori e Adusbef,le compagnie petrolifere, "pergiustificare i nuovi repentini aumenti dei prezzi dei carburanti,(anche se non ci sono giustificazioni, visto anche il costantedifferenziale tra la media dei prezzi industriali in Europa tra i3 ed i 5 centesimi) fanno sempre riferimento agli aumenti delcosto del petrolio". Nessuno, però "sembra essersi accorto che,in questi ultimi giorni, l'euro si è apprezzato sul dollaro,passando a 1,40 a 1,43. Questo dovrebbe comportare unabbattimento dei prezzi, piuttosto che un aumento".Alla luce di tale situazione, avevano sollecitato l'esecutivo: "il governo dovrebbe agire:avviando maggiori verifiche e controlli sul meccanismointollerabile della doppia velocità di adeguamento dei prezzi deicarburanti; permettendo, una volta per tutte, una pienaliberalizzazione del canale di vendita dei carburanti, ancheattraverso la grande distribuzione". Per quanto riguardaquest'ultimo aspetto, infatti, "sono del tutto insufficienti lecirca 400 pompe bianche presenti in Italia, per non parlare diquelle presso la grande distribuzione, che non raggiungononeanche 20 punti di rifornimento", affermano Federconsumatori eAdusbef.È necessario che, nel giro di un anno, "il numero deidistributori indipendenti raggiunga almeno il 10% dell'interosistema di distribuzione, arrivando, cioè, ad almeno 2000 pompebianche. Grazie a queste ultime, infatti, gli automobilistipossono ottenere un risparmio anche di 8-10 centesimi al litro edi 0,3 punti per le ricadute sul tasso di inflazione, pari a 108Euro annui di costi diretti e 90 Euro annui di costi indiretti",concludono le associazioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA