Venerdì 07 Agosto 2009

Il processo Politkovskaya continua, ma la famiglia farà appello

Roma, 7 ago. (Apcom-Nuova Europa) - C'era molta attesa oggi per il destino del nuovo processo sull'omicidio della giornalista russa Anna Politkovskaya, ma le speranze della parte civile, e in particolare della famiglia, sono rimaste deluse. Il giudice Nikolay Kaciuk, infatti, ha deciso di proseguire il processo bocciando la richiesta di un supplemento di indagine. E mentre il giudice ha già fissato per il 7 settembre la scelta dei giurati che seguiranno il procedimento, i legali della famiglia della Politkovskaya annunciano di voler fare appello e portare il caso alla Corte di Strasburgo. Il nuovo processo si è aperto il 5 agosto, con tre presunti complici dell'assassino della reporter che lavorava per Novaya Gazeta. Manca sempre il mandante, e il presunto killer è latitante, con ogni probabilità all'estero. Per questo motivo la famiglia della giornalista uccisa nel 2006 ha giudicato l'inchiesta insufficiente e ha chiesto che nel dossier venga incluso il presunto killer, fratello di due imputati ceceni nel processo in corso. "Ritengo che faremo appello contro la decisione", ha dichiarato a caldo il legale dei figli della Politkovskaya, Karina Moskalenko, commentando la decisione di Kaciuk. "Sono sbalordito da questa decisione - ha detto dal canto suo il direttore di Novaya Gazeta, Sergey Sokolov - a mio avviso, si tratta di un altro tentativo di mandare a monte l'indagine. Non ho altri commenti". E oltre allo stupore il legale della famiglia teme che il giudice possa aver subito pressioni per evitare un supplemento di indagine. "Io, non le vittime, con il mio lavoro e la mia esperienza, ho timore che ci possano essere pressioni sul giudice - ha spiegato - Ma è difficile dire da dove vengano queste pressioni". Moskalenko ha annunciato che il caso sarà presentato anche alla Corte europea per i diritti umani. "Se lo stato ha fallito nello stabilire chi ha commesso il crimine, rimane responsabile per il delitto di una persona dal punto di vista della violazione del diritto alla vita. Non credo che lo stato riuscirà a sfuggire da questa responsabilità", ha sottolineato l'avvocato aggiungendo che l'unica via di scampo sarebbe "la promozione di un'indagine vera, ma non avverrà". Il timore principale, a causa della mancata prosecuzione dell'inchiesta, è che i materiali attualmente a disposizione della corte condizionino la giuria a un verdetto simile o identico a quello annullato lo scorso giugno dalla Corte Suprema per un vizio di procedura, ovvero l'assoluzione per insufficienza di prove. Alla sbarra, per la seconda volta, due fratelli ceceni Dzhabrail e Ibrahim Makhmudov, sospettati di avere pedinato Politkovskaya e di avere condotto un loro terzo fratello, Rustam, il presunto killer, sul luogo dell'assassinio. Assieme ai Makhmudov, l'ex agente di polizia Sergei Khadzhikurbanov, considerato il complice che si è occupato della logistica dell'assassinio. Tutti e tre erano stati assolti a giugno dopo un processo con molte ombre ed evidenti lacune sul caso, poi la Corte Suprema il 25 giugno ha annullato il verdetto per un vizio procedurale e ha ordinato un nuovo processo.

Cep

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