Venerdì 07 Agosto 2009

Inchiesta Tarantini, arrestati i pusher-soci dei festini

Roma, 7 ago. (Apcom) - Gianpaolo Tarantini, l'imprenditore al centro dell'inchiesta della Procura di Bari per favoreggiamento della prostituzione per aver organizzato un giro di 'escort' e di festini con personaggi politici, usava la droga per 'intrattenere piacevolmente' ospiti importanti per agevolare i propri 'affari' nel mondo della politica e della pubblica amministrazione. È la tesi alla quale è arrivata la Guardia di Finanza di Bari, che oggi ha arrestato due spacciatori locali ritenuti "i pusher di Tarantini". In carcere, su richiesta del pm Giuseppe Scelsi, sono finiti M. V. e S. I.: ad incastrarli sono state intercettazioni telefoniche ed ambientali svolte dalla GdF e una serie di informazioni fornite da "persone informate sui fatti", tra le quali "alcuni volti noti del mondo della moda e dello spettacolo". M. V., 39 anni barese, imprenditore, a lungo socio in affari di Tarantini, è accusato di essere responsabile di "condotte atte a detenere, custodire, cedere gratuitamente e offrire, in occasione di diverse feste e di 'riunioni mondane' tenutesi all'interno di ville private o di noti locali cittadini o pugliesi, alle quali partecipava anche Tarantini, cocaina e altre sostanze psicotrope". Altrettanto grave risulta la posizione di S. I., per il quale le indagini delineano un ruolo di "vero e proprio pusher", un soggetto cioè che ad esplicita richiesta "si attivava per procacciare e consegnare la cocaina destinata ad allietare le serate". Ora, per le Fiamme gialle l'inchiesta si avvicina ad un punto di svolta importante, grazie all'individuazione delle responsabilità penali degli autori dei reati e alla ricostruzione della fitta rete di relazioni sociali fondate sulla cessione di cocaina.

Sav

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