Mercoledì 19 Agosto 2009

A Baghdad il giorno peggiore da febbraio 2008: 95 morti

Baghdad, 19 ago. (Apcom) - Almeno 95 persone morte, 563 i feriti: è il bilancio del doppio attentato di questa mattina a Baghdad contro i ministeri degli Esteri e delle Finanze. Proprio mentre il governo iracheno cominciava a congratularsi per il successo dell'operazione sicurezza, passata dal 30 giugno interamente nelle mani irachene con il ritiro dei soldati Usa nelle caserme, la strage di oggi segna la capacità degli attentatori di colpire al cuore del paese, al confine della protettissima "zona verde" che ospita i palazzi di governo e le ambasciate. E' la giornata più sanguinosa a Baghdad dal primo febbraio 2008, quando 98 persone furno uccise in un mercato popolare. Le autorità irachene accusano gli ex baathisti, i membri del partito di Saddam Hussein ora disciolto, e gli estremisti. E si pensa anche alla responsabilità di grippo come Al Qaida in mesopotamia e la sua succursale, lo Stato Islamico dell'Iraq, che hanno rivendicato numerosi attentati fin da luglio nel nord del paese. Una cinquantina di persone hanno perso la vita a causa dell'attentato perpetrato con un camion imbottito di esplosivo davanti al ministero degli Esteri, a pochi metri dall'ingresso della Zona Verde. La deflagrazione ha colpito il palazzo e sventrato numerose macchine in circolazione, da cui sono stati scaraventati per strada corpi a brandelli. Il cratere lasciato dal camion bomba è profondo tre metri e largo dieci. Lo scoppio ha fatto esplodere i vetri di numerosi palazzi, altri sono stati inondati dall'acqua dei cassoni situati sui tetti e sforacchiati da pezzi di metallo. Sulla strada frequentatissima c'è solo distruzione, i corpi carbonizzati per strada o ancora nelle automobili. "Ero a casa con la famiglia, il soffitto è crollato" spiega Hamid, 46 anni, residente locale. "Il governo ci dice che la sicurezza è tornata, ma dove? Siamo nel cuore di Baghdad!" Il secondo attacco è stato provocato da un'altra autobomba, un camion frigorifero guidato da un kamikaze; dietro le porte, 1,5 tonnellate di esplosivo scoppiate vicino al ministero delle Finanze. Il mezzo si trovava sul viadotto di una strada che collega il nord e il sud della città. Un troncone di 30 metri del viadotto è precipitato nel vuoto. La deflagrazione ha duramente toccato il palazzo del ministero, dove parecchi impiegati sono stati ricoverati. Inoltre un'autobomba è scoppiata oggi nella parte ovest di baghdad. Due colpi di mortaio sono caduti all'interno della Zona Verde, uno all'esterno. La strage nella capitale avviene esattamente nel sesto anniversario degli attentati agli uffici Onu nella capitale che uccisero 22 persone, fra cui il rappresentante speciale delle Nazioni Unite Sergio Vieira de Mello. L'ambasciatore degli Stati Uniti Christopher Hill, in visita nella città settentrionale di Kirkuk, ha parlato di "azioni veramente spaventose che devono essere completamente condannate da tutti. Il vero bersaglio è l'intera comunità internazionale, e in particolare il desiderio dell'Iraq di diventarne un membro a pieno titolo". I soldati americani a Baghdad non sono intervenuti, in base ai termini dell'accordo entrato in vigore il 30 giugno. "Anche se vorremmo andare, adesso dobbiamo aspettare che ce lo chiedano" ha detto al New York Times una fonte anonima militare a Baghdad. Il numero di morti violente era diminuito di un terzo il mese scorso: 275 decessi contro i 437 di giugno. Ma nonostante il generale calo della violenza degli ultimi mesi, gli attentati contro le forze di sicurezza e i civili restano comuni a Baghdad e nella grandi città del nord di Mosul e Kirkuk. Queste zone in teoria sono molto protette" osserva, parlando della zona verde, il giornalista Ahmed Rushdi interpellato da Al Jazeera. "Non solo per i posti di blocco, ci sono sempre i servizi attorno. Ma come si fa a dire alla gente che Baghdad è sicura se ci sono esplosioni proprio nella zona che dovrebbe essere la più sicura di tutte?"

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