Giovedì 20 Agosto 2009

Unità d'Italia, Napolitano vuole risposte sulle celebrazioni

Roma, 20 ago. (Apcom) - Qualche settimana fa aveva scritto una lettera al Governo per spronarlo a definire le celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia. E ora, all'avvicinarsi della ripresa autunnale e dopo un'estate segnata dalle intemperanze della Lega su dialetti e bandiere regionali, gabbie salariali e inno di Mameli, Giorgio Napolitano torna a far sentire la sua apprensione per un programma di iniziative che stenta, a suo avviso, a vedere la luce. E fonti di palazzo Chigi fanno sapere che al primo consiglio dei ministri dopo le vacanze si avranno i dettagli del piano e che questi saranno inviati al Quirinale. Il richiamo del Colle è arrivato ieri attraverso le pagine della 'Stampa' di Torino. Proprio nel corso di una visita al capoluogo piemontese, del resto, il Capo dello Stato era intervenuto, ad aprile, sullo stato di avanzamento della programmazione per le celebrazioni locali del 2011. "Mi pare che si stia facendo un grosso sforzo", aveva detto, per poi aggiungere: "Sarà necessaria anche una puntualizzazione a livello nazionale sulle prospettive e sulle risorse disponibili". Passa un po' di tempo, e Napolitano scrive una lettera riservata all'esecutivo. E ora, dopo che sulla stessa linea di Napolitano si sono schierati giornali pur distanti come 'Corriere della Sera' e 'Osservatore romano', la 'Stampa' riporta un colloquio nel quale Napolitano torna sul tema. "Non è una questione che si possa affrontare con una battuta. Ci sto riflettendo...", afferma. E poi: "Se ho scritto una lettera è per avere una risposta. Ormai siamo a fine agosto, la scadenza comincia a non essere lontana e se in autunno non si stringe... A quel punto saremo arrivati alla fine del 2009 e quindi occorrerà fare tutto nel 2010 perché gli eventi possano regolarmente aver luogo l'anno dopo. I tempi sono molto stretti...". Non solo. L'estate è stata caratterizzata da un fiorire di polemiche nate dalla Lega. Napolitano, chiosa la 'Stampa', "avrebbe preferito trascorrere le sue brevissime vacanze leggendo altro, almeno sui quotidiani, che lo stillicidio di polemiche distillate dall'estate leghista". E si attende, a questo punto, che il programma del centocinquantenario dell'Unità d'Italia rappresenti "la migliore risposta" a quelle polemiche. Proprio dal Carroccio è arrivata a stretto giro di posta una stroncatura delle richieste di Napolitano. "Bisogna dare un grande esempio: non spendere nemmeno un centesimo", afferma Mario Borghezio. Replica il viceministro Adolfo Urso: "La Lega sbaglia, il presidente Napolitano ha pienamente ragione". Aggiunge, l'ex An: "Le spese inutili sono semmai quelle che servirebbero per insegnare i dialetti nelle scuole o quelle già impiegate per realizzare i referendum in una data diversa dalle elezioni europee". Equilibrato il vicepresidente dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello, che auspica che una celebrazione "sobria ma significativa" sarebbe una prova di maturità "molto più importante che mettere in campo celebrazioni che, come troppo spesso è accaduto in passato, comportino alla fine un consuntivo degli sperperi". L'Italia dei valori, per bocca di Silvana Mura, attacca: "L'Italia è l'unico paese al mondo in cui la celebrazione della nascita dello stato rappresenta occasione di polemica perché il governo fa finta di niente per evitare contrapposizioni con la Lega". Rincara la dose Massimo Donadi: "Se non si sentono italiani, i ministri leghisti dovrebbero avere il buon gusto di dimettersi". Ironico Roberto Di Giovan Paolo (Pd): "Ma come! La Lega prima chiede di mandare via gli immigrati dall'Italia e poi non vuole celebrare la festa più nazionale che ci sia?". E il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa: "Alle provocazioni estive della Lega gli italiani sono abituati, ma ora si sta oltrepassando ogni limite: non solo siamo di fronte ad un eccesso di parole in libertà ma anche all`assenza di un progetto organico del governo". Aggiunge, Cesa: "A questo punto occorre una parola chiara del Presidente del Consiglio". Il Governo non tarda a rispondere. "La lettera del presidente Napolitano è uno sprone che il governo accoglie positivamente", afferma il ministro per l'Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi. Le sue dichiarazioni, spiega il ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, sono "un autorevole stimolo" a portare avanti iniziative "che già sono all'attenzione del presidente Berlusconi, sempre molto sensibile nei confronti del presidente Giorgio Napolitano". Scajola ricorda, poi, di aver già disposto la verifica della possibilità che "i fabbisogni finanziari per sostenere gli interventi previsti per questa celebrazione possano trovare risorse anche nei programmi regionali Fas". Ambienti di Palazzo Chigi, intanto, fanno notare che l'ultimo Consiglio dei ministri ha discusso approfonditamente delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, dando mandato a Berlusconi e al ministro dei Beni culturali Sandro Bondi di individuare un piano alternativo. Con il Quirinale, si sottolinea, c'è il massimo accordo, tanto che il prossimo Consiglio dei ministri produrrà una lettera di risposta a Napolitano nella quale si individuerà questo nuovo piano.

Cep

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