Giovedì 20 Agosto 2009

Gite scolastiche in caduta libera:-18,3%, tornati a livelli 2003

Roma, 20 ago. (Apcom) - Nel 2008/09 il numero di viaggi di istruzione si è ridotto del 18,3% rispetto all'anno precedente: a rilevarlo è il rapporto annuale dell'Osservatorio del Turismo scolastico, curato dal Centro studi turistici di Firenze, dal quale risulta che i 10,5 milioni di pernottamenti svolti nell'anno in corso in Italia e i 2,8 milioni di pernottamenti all'estero hanno riportato il segmento ai valori registrati nel 2002/03. In Italia è stata riscontrata una diminuzione dei pernottamenti del 17,3% (nel 2007/2008 la flessione era stata del 3%), mentre per i viaggi all'estero la stima delle presenze degli studenti risulta diminuita del 12,5% (-3,3% nel 2007/2008). Sulla sensibile flessione potrebbe avere avuto un peso determinante l'aumento dei costi per viaggiare e pernottare. "Infatti - fanno notare dal Centro studi turistici di Firenze - la spesa media per i viaggi di istruzione in Italia è salita del 6,9% nel 2007/2008 e del 5,7% nel 2008/2009, passando dai 121,1 euro del 2005/2006 ai 136,9 euro del 2008/2009". Il centro di raccolta dati si sofferma anche sull'aumento della "spesa media per i viaggi all'estero (+6% nel 2007/2008 e +5,2% nel 2008/2009" passata "dai 305,1 euro del 2005/2006 ai 340 euro del 2008/2009". Attraverso i risultati dello studio è stato stimato il consequenziale decremento rispetto al 2007/2008, pari al 12,7% della spesa, dei servizi turistici diretti derivanti dagli spostamenti delle scolaresche: "per i viaggi in Italia - spiegano dal Centro studi turistici di Firenze - il fatturato stimato è di 391 milioni di euro (-14,9%), mentre per i viaggi all'estero dovrebbe attestarsi su 260 milioni di euro (-9,2%)". Dallo studio, che rientra nel progetto interregionale sul `turismo giovanile e scolastico', si stima che nell'anno scolastico in corso i partecipanti ai viaggi di istruzione siano stati complessivamente circa 3,6 milioni: "18% in meno del movimento stimato nel 2007/2008, di cui 2,8 milioni (-19,5%) hanno visitato una o più località italiane e 764 mila (-13,7%) hanno preferito una o più località estere". A livello nazionale il rapporto annuale dell'Osservatorio del Turismo scolastico ha confermato l'interesse verso le tradizionali città d'arte: Roma, Firenze, Venezia e Napoli hanno assorbito 21,8% dei pernottamenti complessivi. Produce risultati un po' diversi la verifica delle preferenze a livello regionale. "La più importante quota di mercato - dicono dal Centro studi turistici di Firenze - risulta distribuita tra la Toscana (18,3%), il Lazio (11%), l'Emilia Romagna (10,3%) e il Veneto (7,9%): queste regioni dovrebbero ospitare circa il 48% dei flussi. Un buon posizionamento sul mercato è stato rilevato anche per la Lombardia, la Campania, la Sicilia e l'Umbria". "Per la Toscana - continua il rapporto - si stimano circa 1,9 milioni di presenze e un fatturato di oltre 71,6 milioni di Euro. Per il Lazio invece le presenze stimate ammontano a 1,1 milioni e il fatturato a 43 milioni. In Emilia Romagna le presenze dovrebbero attestarsi a oltre 1 milione e il fatturato a oltre 40 milioni di Euro. Per quanto riguarda i viaggi all'estero le mete preferite hanno riguardato la Francia e la Spagna, rispettivamente con il 22,4% e il 18,5% di gite. Ma anche in questi casi si deve registrare un decremento di adesioni: "in generale - spiegano i ricercatori del centro toscano - si stima una diminuzione dell'11% dei pernottamenti in Francia, del 12% in Spagna e del 10% in Germania. I paesi che hanno mantenuto, o aumentato, la quota di mercato sono la Repubblica Ceca, la Grecia e l'Inghilterra". Malgrado la riduzione complessiva di adesioni alle gite scolastiche, la loro durata media è passata dai 3,6 giorni ai 3,7 dell'anno in corso. Le maggiori preferenze per i paesi geograficamente più vicini non deve però indurre a pensare che siano indotte dai viaggi più brevi. "nei collegamenti internazionali - dicono dall'osservatorio - è aumentato l'uso del mezzo aereo (32,8%), grazie ai voli low cost, e della nave (9,2%), mentre diminuisce il ricorso al bus (47,1%) e al treno (10,5%)". Nelle scelte di studenti e docenti continua comunque a prevalere la motivazione culturale (65%): "aumentano - si legge nel rapporto finale - le scelte per le località con attrattive archeologiche e per le città o i centri d'arte. In aumento anche le motivazioni sportive e le settimane bianche (8,6%), mentre diminuisce l'interesse per l'offerta naturalistica (21,8%)".

Cep

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