Giovedì 20 Agosto 2009

Unità Italia/ Calderoli: Cambiamo Carta per riconoscere dialetti

Roma, 20 ago. (Apcom) - Cambiare la Costituzione per inserirvi l'italiano come lingua ufficiale e riconoscere i dialetti. All'indomani dell'intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha sollecitato il Governo in merito alle celebrazioni dei 150 dell'Unità d'Italia, la Lega torna all'attacco dalle pagine della Stampa e, per bocca del ministro Roberto Calderoli, assicura: "Con il presidente non abbiamo problemi". Calderoli nega che l'ipotesi di modificare l'articolo 12 della Carta sia una provocazione e ricorda che, nella scorsa legislatura, la proposta fu sottoscritta da esponenti di sinistra come Zavoli e Finocchiaro: "Vogliamo che l'italiano - spiega - venga inserito come lingua ufficiale nella Costituzione, cosa che non è mai stata fatta, e tutelato dai troppi termini inglesi e dal dialetto romanesco che lo stanno snaturando. Allo stesso tempo bisogna farsi carico di quelli che vengono inopportunamente chiamati dialetti. E' - sostiene - la mancanza di libertà e il non riconoscimento di quelle che sono le tradizioni del popolo che mettono a rischio l'unità del Paes. Non ci vedo nulla di eversivo nel ricordare che la lingua italiana è stata creata artificilamente". Quanto a Napolitano, afferma Calderoli, "è una persona molto seria e quando ha una cosa da dire chiama direttamente e parla apertamente: non manda messaggi criptici e trasversali. Nel caso dell'anniversario dell'Unità d'Italia - prosegue il ministro leghista - non vedo nelle sue parole un messaggio indiretto. Del resto il Governo sta perfezionando un programma per la celebrazione, evitando marchette e spese inutili". Senza contare che "l'unità d'Italia va realizzata concretamente non con i simboli". Del resto, conclude, "il governo sta perfezionando un programma per la celebrazione, evitando marchette e spese inutili".

Grb

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