Giovedì 20 Agosto 2009

Afghanistan/ Elezioni, bassa affluenza a Kabul e nel sud

Kabul, 20 ago. (Ap-Apcom) - Bassa l'affluenza alle urne a Kabul e nel sud dell'Afghanistan dopo le minacce di attentati delle milizie talebane: al contrario voto massiccio nelle zone settentrionali, fattore che potrebbe favorire il principale rivale del presidente uscente Hamid Karzai, l'ex ministro degli Esteri Abdullah Abdullah. Secondo i reporter della Associated Press, non si registrano code nei seggi di Kabul e secondo quanto reso noto da un funzionario elettorale di Kandahar l'affluenza nella principale città del Sud appare diminuita del 40% rispetto alle elezioni del 2004. Come confermato dagli osservatori delle Nazioni Unite, al momento non si hanno notizie di irregolarità su vasta scala. Ma il candidato Ramazan Bashardost (accreditato dai sondaggi del 10% delle preferenze) ha affermato di aver facilmente cancellato l'inchiostro applicato sul dito utilizzato per evitare il doppio voto, inchiostro che in teoria dovrebbe essere indelebile; il candidato chiede di fermare le elezioni, definite "una farsa". Poche le notizie di violenze ed attacchi nel corso della giornata elettorale afgana: al momento il bilancio delle vittime è di tre morti ed un ferito. Due miliziani talebani sono stati abbattuti a Kabul dalla polizia la termine di uno scontro a fuoco durato due ore; nella provincia meridionale di Helmand un razzo è caduto nei pressi di un seggio, uccidendo un bambino. Un'esplosione avvenuta in un seggio elettorale di Kabul ha ferito un osservatore e costretto ad interrompere temporaneamente le operazioni; infine, sempre nella capitale, una seconda esplosione avvenuta nei pressi di un posto di controllo della polizia non ha causato vittime. Tre militari statunitensi sono stati uccisi in due attacchi avvenuti mercoledì nel sud del Paese: lo hanno reso noto oggi fonti della Nato, senza fornire ulteriori dettagli. Il Ministero degli Esteri afgano aveva chiesto di evitare la diffusione di notizie riguardanti violenze tra le 6 e le 20 (ora locale) della giornata elettorale, in corrispondenza dell'apertura dei seggi, per "garantire l'ampia partecipazione" degli elettori al voto. Per la prima volta le milizie talebane non si sono infatti limitate a chiedere il boicottaggio del voto ma hanno minacciato di attaccare i seggi, sebbene secondo la Nato solo l'1% delle sedi elettorali rischierebbe di diventare l'obbiettivo di un attentato. I giornalisti afgani hanno tuttavia respinto la richiesta, affermando che il decreto viola i loro diritti costituzionali: "Non obbediremo a quest'ordine, ma continueremo con la nostra normale attività", aveva dichiarato Rahimullah Samander, responsabile dell'Associazione dei Giornalisti Indipendenti afgana. L'Ambasciata statunitense, pur riconoscendo i diritti sovrani del governo afgano, ha sottolineato come la copertura giornalistica faccia parte integrante della credibilità delle elezioni.

Mgi

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