Giovedì 20 Agosto 2009

Scuola, voti prof educazione fisica stesso peso altre materie

Roma, 20 ago. (Apcom) - Con il nuovo regolamento sulla valutazione, pubblicato in gazzetta ufficiale attraverso il dpr 122 e reso esecutivo a partire oggi, i docenti di educazione fisica vengono una volta per tutte equiparati agli altri insegnanti che fanno parte del consiglio di classe: al contrario della prima bozza, dove si sosteneva un parere opposto, il provvedimento contiene quell'abrogazione dell'articolo 304 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, che pur non avendo avuto un'applicazione pratica continuava a mantenere dei dubbi sul diritto da parte dei docenti di educazione fisica, in sede di scrutinio, a concorrere con i loro voto alla media finale degli studenti. Ora il nuovo regolamento cancella ogni dubbio. "È abrogato - si all'art. 14 del dpr pubblicato ieri - l'articolo 304 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, relativo alla valutazione dell'educazione fisica. Il voto di educazione fisica concorre, al pari delle altre discipline, alla valutazione complessiva dell'alunno". La totale equiparazione agli altri insegnanti è confermata anche dall'art. 6 dello stesso regolamento che fa luce sull'applicazione dei crediti scolastici ai fini della maturità: lo stesso che include nel novero dei docenti che hanno diritto a dere il loro giudizio (non applicando la sentenza del Tar del Lazio del 17 luglio scorso) i docenti di religione. "In sede di scrutinio finale - si legge nell'art. 6 del regolamento - il consiglio di classe, cui partecipano tutti i docenti della classe, compresi gli insegnanti di educazione fisica, gli insegnanti tecnico-pratici (...)i docenti di sostegno, nonchè gli insegnanti di religione cattolica limitatamente agli alunni che si avvalgono di quest'ultimo insegnamento, attribuisce il punteggio per il credito scolastico di cui all'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323, e successive modificazioni". L'abrogazione dell'articolo 304 del testo unico mette fine anche alle polemiche che si erano levate nei mesi scorsi a seguito della posizione non chiara assunta dal ministero dell'Istruzione: nella prima bozza del regolamento sulla valutazione, il Miur aveva infatti esplicitamente deciso di escludere "l'insegnamento della religione cattolica, ai sensi dell'art. 309 del Testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 296 nonché la disciplina relativa all'educazione fisica, ai sensi dell'art. 304 del medesimo Testo unico". Ora però viale Trastevere ha cambiato idea. È probabile che oltre al parere negativo del Cnpi, devono aver pesato sulla decisione del Miur anche i commenti contrari espressi dall'opposizione (in particolare dal Pd secondo cui è "assurdo che in un paese di bambini obesi, o comunque più bisognosi di maggior attività motoria, si pensi di declassare questa materia e i relativi insegnanti") e da tutte le associazioni dei docenti diretti interessati (le cui lamentele riconducevano al concetto di "declassamento umiliante e discriminatorio").

Alg

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