Lunedì 24 Agosto 2009

Cia/ Dip. Giustizia raccomanda riapertura casi abusi detenuti

Roma, 24 ago. (Apcom) - L'ufficio che si occupa di questioni etiche del dipartimento di Giustizia americano ha raccomandato un'inversione di tendenza rispetto ai tempi dell'amministrazione Bush e la riapertura di una decina di casi di abusi su detenuti, che potrebbero far finire in tribunale agenti della Cia e contractors, coinvolti nei brutali trattamenti riservati ai sospetti terroristi. Lo scrive il New York Times, che cita una "persona ufficialmente informata sulla questione". La raccomandazione dell'Office of Professional Responsability, presentata al procuratore generale Eric H.Holder Jr. nelle ultime settimane, avviene mentre il Dipartimento di Giustizia sta per rendere pubblici parecchi dettagli sugli abusi compiuti ai danni dei prigionieri raccolti in un rapporto redatto dall'ispettore generale della Cia nel 2004 e finora rimasto segreto. Gli inquirenti informati dalla Cia la prima volta sul contenuto del rapporto decisero che nessuno dei casi emersi meritava un processo. Ma i soci di Holder hanno affermato che quando il procuratore ha assunto il suo incarico e ha visto le accuse, che comprendono la morte di persone in detenzione e altri casi di torture psicologiche o fisiche, ha deciso di riprenderli in considerazione. Con la pubblicazione, oggi, dei dettagli del rapporto e l'avvertimento formale che almeno alcuni casi saranno riaperti, sembra ormai certo - scrive il Nyt - che seguiranno la nomina di un pm o altri passi concreti e ci saranno nuovi problemi per la Cia. L'avvertimento dell'ufficio del dipartimento di giustizia rafforza chiaramente la posizione di Holder. La raccomandazione di rivedere i casi archiviati, di fatto rinnovando le inchieste, puntano direttamente alle accuse di abusi sui detenuti in Iraq e in Afghanistan. Alcuni casi sono noti, come quello di Manadel al-Jamadi, morto nel 2003 nel carcere di Abu Ghraib in Iraq, dopo essere stato catturato da una squadra degli incursori della Marina militare statunitense. Le foto di questo scandalo hanno fatto il giro del mondo: si vede il suo cadavere avvolto nel ghiaccio e sullo sfondo due soldati dell'esercito Usa, Sabrina Harman e Charles Graner, che sorridono e mostrano il pollice in segno di vittoria. Al-Jamadi era sospettato di un attacco alla sede della Croce Rossa di Baghdad in cui morirono 12 persone.

Cuc

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