Martedì 25 Agosto 2009

Allarme a Venezia:acqua alta da 30 a 250 volte l'anno entro 2100

Roma, 24 ago. (Apcom) - Allarme per Venezia. I bellissimi palazzi che si affacciano sul Canal Grande, insieme alle sue chiese e ai suoi monumenti potrebbero essere invasi dall'acqua del mare sempre più spesso, tra le 30 e le 250 volte l'anno, entro la fine di questo secolo, malgrado il Mose. Lo dice uno studio apparso sull'ultimo numero di Climate Dynamics, nel quale Laura Carbognin, dell'Istituto di Scienze del Mare di Venezia, prevede per la "Città dell'acqua", e mai nome fu più azzeccato commenta New Scientist che riporta oggi la ricerca, un rapporto sempre più difficile con il mare. La ricercatrice spiega di aver combinato i dati relativi al processo di subsidenza, che affossa la città lagunare di un millimetro l'anno, con le previsioni sull'innalzamento del livello dei mari contenute nell'ultimo rapporto dell'Intergovernmental Panel on Climate Changes (IPCC), per realizzare un modello personalizzato che preveda come l'innalzamento del mare, anche locale, potrà cambiare le maree giornaliere della città. A Venezia, quando il livello del mare supera i 110 centimetri si parla "acqua alta", un fenomeno quello delle maree con le quali i veneziani fanno i conti almeno quattro volte l'anno, ma la Carbognini e il suo gruppo hanno scoperto che per la fine di questo secolo l'acqua alta potrebbe verificarsi più spesso e sommergere la città tra le 30 e le 250 volte l'anno con un impatto molto negativo sull'ambiente locale. Un'eventualità che la scienziata chiama un'"aggressione insostenibile". Ma contro l'aggressione del mare in tempesta e contro l'acqua alta c'è il Mose, il sistema di barriere progettato per proteggere la città dai flutti, che dovrebbe essere completato entro il 2014, che però, ha sollevato molte perplessità, viene ricordato nell'articolo, perché potrebbe trasformare la laguna in un acquitrino. Ma non solo, secondo una climatologa della Nasa Viviene Gornitz, il Mose potrebbe non bastare, perché le stime fatte sul susseguirsi degli eventi di acqua alta, potrebbero appartenere a scenari troppo prudenti. La realtà è peggiore, avverte la Gornitz, che ha collaborato al quarto rapporto dell'Ipcc: i livelli del mare stanno, già ora, crescendo più velocemente di quanto sia stato previsto dagli esperti Ipcc, e se le acque degli oceani si innalzeranno più dei 26-53 centimetri previsti dalla Carbognin, entro il 2100, il Mose, da solo, non ce la farà a fermare il mare. Per questo è urgente trovare altre alternative. Ad esempio, pompare l'acqua del mare negli acquiferi che si trovano a 700 metri di profondità sotto Venezia: così in un decennio si arriverebbe a far alzare il terreno di 30 centimetri e più e tenere a galla Venezia.

Len

© riproduzione riservata