Giovedì 27 Agosto 2009

Carceri, Cappellano Rebibbia: Problema non è presenza immigrati

Roma, 27 ago. (Apcom) - La richiesta di aiuto del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, all'Unione europea per il problema delle carceri sovraffollate "è una proposta che non ho capito, perchè non so cosa significhi chiedere che la comunità europea aiuti a risolvere il problema degli stranieri detenuti nelle carceri italiane". A parlare è don Pier Sandro Spriano, parroco e cappellano del penitenziario di Rebibbia. "La proposta di Alfano non l'ho capita - dice il sacerdote ad Apcom - perchè i detenuti dell'Unione europea sono pochissimi. La maggioranza viene dal terzo e quarto mondo. Non immagino come la comunità europea possa aiutare a risolvere questo problema delle carceri italiani. Mi sembra che sotto le righe - prosegue don Spriano - si voglia dire che se le carceri sono piene è colpa degli stranieri, ma loro sono al massimo il 37% dei detenuti. Le carceri sono piene di italiani, e tutto fa pensare che il numero continui su questa linea". Per il cappellano di Rebibbia "i provvedimenti da prendere sono a monte" ovvero "sul codice, sulle misure preventive, e anche la costruzione di nuove carceri non risolverebbe la situazione". Il sacerdote spiega infatti che "la situazione in questi ultimi 15 anni è andata peggiorando non tanto solo per il numero dei detenuti, quanto per i continui tagli finanziari che hanno portato via risorse umane". "Siamo ai livelli in cui la coperta è cortissima - dice don Spriano - e si tira da una parte all'altra per sanare le grandi problematiche umane". A proposito del contrasto tra Vaticano e Lega in tema di immigrazione e sicurezza, per il cappellano del carcere romano "le decisioni del governo vanno un po' in direzione contraria rispetto alla voglia di sanare dei problemi. Mi pare che anche noi come chiesa stiamo sottolineando che siamo in un clima in cui l'umanità dell'individuo è calata e anche il pacchetto sicurezza sta andando in questa direzione. Mi sembra che le persone siano messe in secondo piano". Poi la critica: "Oggi si tende a dire che lo straniero è fonte di tutti i mali - conclude - allora credo che la chiesa faccia bene a dire la sua e dovrebbe gridare ancora più forte dicendo che ognuno di noi ha pari dignità, è figlio di Dio. Certo ci vogliono regole e rispetto, ma gli uomini sono uomini. Forse stiamo andando in una deriva in cui la vita umana perde un po' di valore".

Ssa

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