Venerdì 28 Agosto 2009

Berlusconi/ Salta cena con Bertone, premier si dissocia da Feltri

Roma, 28 ago. (Apcom) - E' saltata 'all'ultimo minuto' la cena della Perdonanza, evento che avrebbe dovuto vedere il presidente del Consiglio seduto di fianco al segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone a l'Aquila. La sala stampa vaticana ha infatti annunciato in tarda mattinata che l'evento sarebbe stato annullato e che, "per evitare strumentalizzazioni", alla cerimonia religiosa della Perdonanza avrebbe partecipato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Secondo il comunicato della Sala Stampa Vaticana, infatti, "al termine della celebrazione della Perdonanza l'Arcivescovo dell'Aquila aveva pensato di organizzare una cena quale segno di ringraziamento al Segretario di Stato, ai vescovi e alle autorità per la loro presenza e per la loro opera a favore delle vittime del terremoto. In un secondo tempo si è preferito cancellare la cena e devolverne il costo a beneficio dei terremotati". In realtà, in molti hanno letto l'annullamento della cena con Berlusconi e Bertone come l'ultimo capitolo della 'polemica' tra chiesa e premier, culminata oggi nello scontro tra il direttore del Giornale Vittorio Feltri e quello di Avvenire Dino Boffo. Secondo il quotidiano di proprietà del fratello del Premier, infatti, Boffo "non avrebbe alcun titolo per fare il moralizzatore" e criticare apertamente i costumi del premier in quanto coinvolto in una brutta storia di molestie, in più loegate a una sua presunta omossessualità. Il tutto coronato da un editoriale a firma del direttore che Boffo, in sede di repolica, ha definito tutta la vicenda "inverosimile, capziosa, assurda. Diciamo le cose con il loro nome: questo - ha scritto Boffo - è un killeraggio giornalistico allo stato puro, sul quale è inutile scomodare parole che abbiano a che fare anche solo lontanamente con la deontologia. Siamo, pesa dirlo, alla barbarie". Molte le critiche piovute su Feltri e sul Giornale per l'attacco a Boffo: al direttore dell'Avvenire è stata confermata "piena fiducia" da parte della Cei, ma anche da tutta l'opposizione e da ampie fette della maggioranza. Alla fine, lo stesso presidente del Consiglio si è dissociato dall'operato del GIornale e del suo direttore. "Il principio del rispetto della vita privata - ha infatti scritto Berlusocni in una nota - è sacro e deve valere sempre e comunque per tutti. Ho reagito con determinazione a quello che in questi mesi è stato fatto contro di me usando fantasiosi gossip che riguardavano la mia vita privata presentata in modo artefatto e inveritiero. Per le stesse ragioni di principio non posso assolutamente condividere ciò che pubblica oggi il Giornale nei confronti del direttore di Avvenire e me ne dissocio".

Gic

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