Sabato 29 Agosto 2009

Domenica elezioni in Giappone, verso storica svolta

Roma, 29 ago. (Apcom) - L'ultimo schiaffo il primo ministro Taro Aso l'ha ricevuto ieri, con la comunicazione che la disoccupazione in Giappone ha raggiunto il suo record storico del 5,7 per cento. Un'ultima doccia fredda per le sue speranze di riuscire a limitare un'ormai quasi certa disfatta nelle elezioni politiche che, domenica prossima, potrebbero segnare per Tokyo una svolta storica. Gli elettori nipponici sono chiamati a votare per il rinnovo della Camera bassa della Dieta e un'eventuale vittoria del Partito democratico (Minshuto) vorrebbe dire la fine di una continuità al potere per il Partito liberaldemocratico (Jiminto) che ha pochi pari. Con l'esclusione del 1993-'94, infatti, la "Balena gialla" è alla guida del paese ininterrottamente dal 1955. La svolta che potrebbe avvenire domenica avrebbe profonde radici politiche e sociali. Il Giappone ha affrontato la crisi economica globale con rassegnazione e paura e il governo liberaldemocratico s'è segnalato soprattutto per le sue gaffe. Il Minshuto è arrivato alle elezioni non senza scossoni e divisioni interne. A guidarlo oggi è Yukio Hatoyama, 62 anni, un politico navigato ed esperto. Lo slogan del partito "una politica al servizio della vita della gente" sembra aver fatto breccia, ad ascoltare i sondaggi che prevedono una vittoria schiacciante. Se le cose andranno così, i democratici si troveranno in maggioranza sia nella Camera alta che nella più importante Camera bassa e Hatoyama potrà diventare primo ministro. Un sondaggio reso pubblico dal quotidiano Asahi shinbun prevede che il Minshuto possa arrivare a 312 seggi, una soglia dei due terzi che gli permetterebbe di governare anche con un monocolore. Ma anche altri sondaggi, come quello del giornale Mainichi shinbun e quello dell'agenzia di stampa Kyodo, pubblicati oggi, vedono un'ampia vittoria del partito di Hatoyama. Per il Mainichi i democratici otterrebbero il 44 per cento, i liberaldemocratici il 21 per cento. La Kyodo, invece, prevede un 35,9 per cento di voti per il Minshuto e un 17,9 per cento per il Jiminto. Il programma economico dei democratici, considerato da alcuni economisti fin troppo generoso, sembra essere riuscito ad accendere la speranza una popolazione spossata da una crisi economica di cui solo da poco si vede uno spiraglio di conclusione, in una società che è invecchiata, s'è precarizzata e ha scoperto che lo scintillante Giappone degli anni '80 è ormai solo un lontano ricordo.

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