Berlusconi dai giudici contro Repubblica, Pd: ci denunci tutti

Berlusconi dai giudici contro Repubblica, Pd: ci denunci tutti Causa alle 10 domande, Odg e Fnsi: vuole stampa addomesticata

Berlusconi dai giudici contro Repubblica, Pd: ci denunci tutti
Roma, 29 ago. (Apcom) - Silvio Berlusconi porta le dieci domandedi Repubblica in tribunale e chiede al gruppo l'Espresso unmilione di euro di risarcimento. Il motivo? I 10 quesiti, che damesi il quotidiano rivolge al premier e che hanno fatto il girodella stampa internazionale, sono, per i legali del capo delGoverno, "retoriche e palesemente diffamatorie". La scelta delCavaliere provoca una vera e propria valanga di reazioni: "Cidenunci tutti", è la sfida lanciata dal Pd, mentre ordine deigiornalisti e Fnsi respingono "le intimidazioni". "E' la primavolta, nella memoria di un Paese libero, che un uomo politico facausa alle domande che vengono rivolte", è la secca replica deldirettore di Repubblica, Ezio Mauro, affidata a un editoriale inprima pagina dal significativo titolo 'Insabbiare'.La decisione del premier suscita "apprensione e allarme" neigiornalisti italiani: il rischio, afferma Enrico Paissan vicepresidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, èche "vengano messi in discussione gli spazi di autonomia e dilibertà di opinione e di stampa in Italia". Interviene anche laFederazione della stampa: "Da parte del Premier c'è una reiteratatendenza a considerare l'informazione un disturbo", denuncia ilsegretario Franco Siddi. "Il Presidente del Consiglio - gli faeco il presidente Roberto Natale - porta alle estreme conseguenzela sua prepotente pretesa di sottrarsi alle domande scomode eriafferma una volta di più che nel suo mondo ha cittadinanzasoltanto una informazione compiacente e addomesticata". Ladecisione del premier viene censurata anche da Federconsumatori,mentre Articolo 21 invita tutti i media italiani a pubblicare le10 domande.Netta la condanna del Pd, che compattamente punta il dito controil premier ed esprime solidarietà al quotidiano di LargoFochetti. Sulla vicenda intervengono uno ad uno tutt'e tre icandidati alla segreteria, a cominciare dal leader DarioFranceschini, che rilancia la mobilitazione di settembre e sfidail Cavaliere: "Ci troviamo di fronte ad una indegna strategia diintimidazione nei confronti di un singolo giornale,dell'opposizione e di chiunque difenda i principi di un paeselibero che non ha precedenti in nessuna democrazia e che è ancheun segno di paura e di declino. Il presidente del Consiglio nondenunci solo 'Repubblica' ci denunci tutti".L'iniziativa del premier "mi pare inaccettabile e dieci voltesconsiderata", commenta Pierluigi Bersani. "E' di primariaimportanza - aggiunge Ignazio Marino - difendere la libertà distampa nel nostro Paese come fa la Repubblica. Oggi più che maisi ha bisogno di maggiore pluralismo e di completezzadell'informazione, piuttosto che di restringere gli spazinecessari alla formazione di un`opinione pubblica". E ilvicecapogruppo al Senato, Luigi Zanda, annuncia che trasformeràle 10 domande in un'interrogazione parlamentare. Anche se,ammette, "il presidente del Consiglio non risponde né ai giornaliné al Parlamento".Critici anche Idv e Udc: si tratta di "una vergognosaaggressione" per il capogruppo dipietrista Massimo Donadi, chedenuncia: "Questo giornalismo con la schiena dritta èinaccettabile per Berlusconi che ha costruito le sue fortunepolitiche sulla menzogna e la sistematica distorsione dellarealtà e che vorrebbe soltanto un giornalismo servile eprezzolato". Quello della querela è "un grave errore", per ilsegretario dell'Udc Lorenzo Cesa, che avverte: "chi guida unPaese non pu essere allergico alle critiche, anche le più dure".Intanto, sul sito di Repubblica viene pubblicato l'appello ditre giuristi, Franco Cordero, Stefano Rodotà e GustavoZagrebelsky, in difesa della libertà di stampa: "L`attacco a'Repubblica' è interpretabile soltanto come un tentativo diridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l`opinionepubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delleinformazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un`eccezionedella democrazia", denunciano i tre giuristi.Grb281747 ago 09

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