Mercoledì 02 Settembre 2009

Nuova influenza, oggi il Ministero presenta il piano pandemico

Roma, 2 set. (Apcom) - Oggi sarà presentato alle Regioni il piano pandemico nazionale per fronteggiare la nuova influenza A/H1N1. L'incontro si svolgerà alle 15 al ministero della Salute di via Lungotevere Ripa, rigorosamente a porte chiuse, e ci saranno il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio che presiede l'unità di crisi, Fabrizio Oleari direttore generale dipartimento prevenzione e sanità, i membri dell'unità di crisi del dicastero con gli esperti e tecnici del ministero dell' Istituto superiore della sanità, le associazioni sindacali mediche, quali medici di famiglia pediatri, medici di emergenza e pronto soccorso, i rappresentanti delle Regioni, gli assessori regionali della salute, il coordinatore degli assessori regionali alla sanità Enrico Rossi, e dei ministeri interessati. Sul tavolo dell'incontro la messa a punto del piano vaccinale, il piano di comunicazione, il piano organizzativo assistenziale, il tutto considerato che l'unità di crisi, come dice il nome stesso, monitora costantemente l'andamento della pandemia a livello nazionale e internazionale e che eventuali misure potranno essere messe a punto 'work in progress'. Quello di domani infatti è un incontro per fare il punto, ma il gruppo tecnico coordinato da Fazio e Oleari monitora continuamente la situazione. "Al primo posto domani come ordine del giorno c'è il piano di comunicazione - sottolinea Giacomo Melillo, segretario nazionale Fimmg, Federazione italiana medici di famiglia, che domani sarà presente al tavolo - la comunicazione è di fondamentale importanza. Poi potranno esserci aggiustamenti al piano vaccinale e organizzativo, ma prima il piano di comuncazione sia per quanto riguarda il vaccino che l'organizzazione dell'assistenza". "Ci deve essere un coordinamento perchè l'informazione sia reale, fedele, giusta e coerente - sottolinea Melillo - con canali che partano dal ministero i contatti con stampa e media e a livello regionale, dall'altro lato a noi medici spetta dare una informazione coerente ai singoli assistiti". L'unità di crisi monitora continuamente la diffusione del virus A/H1N1 con modelli matematici di analisi che fanno una sorta di previsione dei tempi dell'epidemia: al momento però il piano vaccinale è sostanzialmente delineato, e sarà affidato alle regioni il compito organizzativo ed erogativo e, in questa situazione tutte le regioni hanno garantito il massimo coordinamento tra loro. Si comincia ad anticipare il piano per la vaccinazione contro l'influenza stagionale, che verrà effettuato dal primo ottobre al 15 novembre, il 15 novembre si inizierà col nuovo vaccino per l'A/H1N1 fino a fine anno per i soggetti a rischio, come malati cronici, e addetti a servizi pubblici essenziali, come operatori sanitari o forze di polizia e pompieri. "Quello che si teme - sottolinea Melillo - non è tanto la pericolosità della malattia, al momento le evidenze dimostrano meno pericolosità e meno complicanze per la nuova influenza rispetto a un'influenza tradizionale. Si teme invece che la diffusione metta a letto tanta gente, compresi medici, pompieri e poliziotti, tale da creare un problema pubblico. Il vaccino è più orientato a garantire i servizi, e non come necessità di proteggersi da morte o complicanze, perché non è questo il pericolo". Il primo step piano vaccinale prevede di vaccinare il 40% della popolazione italiana con 8 milioni di dosi. Su questo punto sono ancora da definire alcuni aspetti per definire le categorie di malati. Poi a gennaio 2010 ci sarà il secondo step, con altre 16 milioni di dosi che verranno somministrate a partire dal 31 gennaio per cominciare a costruire nella popolazione più sensibile la memoria per le difese, la fascia 2-27 anni, che - sottolinea Melillo - non è più a rischio per le complicanze, ma perchè non hanno nel loro patrimonio di difese, come somma di difese accumulate nel tempo a fronte di altre influenze, e quindi più facilmente possono contrarre il nuovo virus e diffonderlo. Dal punto di vista organizzativo le regioni distribuiranno il vaccino ai medici e i medici ai pazienti sulla base elle categorie indicate dei malati e della loro storia clinica. Quando arriverà l'influenza scatterà poi il piano organizzativo-assistenziale. Al momento - spiega Melillo - la forma è leggera e quindi se non ci sono sintomi particolari si può stare tranquilli: prevale la linea di recarsi al pronto soccorso nè nello studio del medico ma di organizzare una sorta di disponibilità telefonica del medico, il medico dovrebbe esere coinvolto sul piano informativo d'accordo con l'assistito. Se la forma rimane lieve si tratterà con gli antipiretici, se persiste con antivirali. "Ci sarà una sovrapposizione - spiega Melillo - tra influenza tradizionale e nuova influenza ma questo non deve creare caos, perchè non è pericolosa dal punto di vista della salute e non è importante distinguere tra i due tipi di influenza, lo sottolineano anche le direttive tecniche: non è più necessario fare il test, sul piano pratico non servirà distinguere. Sono da trattare nello stesso modo, può esser utile il test nel caso di complicanze ma solo per motivi epidemiologici, la cura è la stessa e anche le complicanze sono trattate nello stesso modo".

Gtu

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