Mercoledì 02 Settembre 2009

Berlusconi-Ue/ Barrot: Nulla da rimproverarmi su respingimenti

Bruxelles, 2 set. (Apcom) - Il commissario europeo alla Giustizia, libertà e sicurezza, Jacques Barrot, ha affermato, oggi a Bruxelles, di "non avere, in coscienza, niente da rimproverarsi", dopo le critiche rivolte ieri dal premier Silvio Berlusconi ai membri della Commissione e ai suoi portavoce, e ha in particolare respinto l'accusa di inazione riguardo al problema dell'immigrazione clandestina. Barrot ha ripetuto di aver chiesto all'inizio dell'estate all'Italia informazioni sui respingimenti in mare dei migranti clandestini, sottolineando che sta ancora attendendo tali informazioni, e che il governo "ha due mesi per rispondere". Il commissario non è voluto entrare nelle polemiche seguite alle dichiarazioni di Berlusconi di ieri, e ha affermato di non voler "anticipare le conclusioni" dell'analisi che la Commissione condurrà riguardo ai respingimenti in mare. Barrot ha comunque ricordato che il problema è quello dei "flussi misti", di migranti illegali e richiedenti asilo, che si possono trovare sui barconi bloccati e respinti. "Noi non ci opponiamo - ha spiegato - al respingimento degli immigrati illegali, ma al fatto che possano esserci fra loro dei richiedenti asilo, ed è qui che si pone il problema". Nel caso in cui vi siano accordi di riammissione con i Paesi di provenienza o di transito, i respingimenti dei clandestini, ha detto in sostanza Barrot, non sarebbero un problema, a condizione naturalmente che sia garantita la tutela della vita e della salute delle persone respinte. La questione si pone, invece, nel caso di "flussi misti", se non vi è la possibilità di identificare i richiedenti asilo; in particolare, quando questi ultimi sono respinti verso un Paese, come la Libia, in cui non è agevole l'attività del Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr). Alla domanda se, visto questo problema, non sia il caso di effettuare i controlli direttamente sulle navi militari che bloccano e respingono i migranti, il commissario ha risposto: "Abbiamo chiesto spiegazioni all'Italia proprio per questo". Poco prima della conferenza stampa di Barrot, il portavoce capo della Commissione, Johannes Laitengerger, ha risposto al fuoco di fila delle domande della stampa internazionale sulle dichiarazioni di ieri di Berlusconi, sostenendo in sostanza che il caso "è chiuso". Laitemberger ha ribadito che gli attacchi del premier italiano erano stati determinati da "un malinteso", in quanto una "normale richiesta di informazioni" al governo era stata interpretata come una critica al suo operato nella vicenda dei respingimenti. Rispondendo a quanto chiedevano i cronisti sulle richieste di Berlusconi di non consentire più interventi pubblici da parte dei singoli commissari e dei loro portavoce, Laintenberger ha sottolineato che il presidente dell'Esecutivo comunitario, Josè Manuel Barroso, "è un intransigente difensore delle prerogative di tutte le istituzioni europee, e in particolare della Commissione; d'altra parte - ha concluso il portavoce - tutte le indicazioni che abbiamo sono che la questione è chiusa".

Loc/Ral

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