Mercoledì 02 Settembre 2009

Boffo/Dalla Cei due volte no a dimissioni, poi lettera a Bertone

Roma, 2 set. (Apcom) - Il direttore di 'Avvenire' Dino Boffo avrebbe presentato due volte le sue dimissioni, rimettendo il suo mandato direttamente nelle mani del cardinale Angelo Bagnasco. Entrambe le volte, il numero uno della Cei le ha respinte. La prima volta che Boffo ha presentato le dimissioni - a quanto apprende Apcom - è stato venerdì, nel giorno della pubblicazione sul 'Giornale' dell'attacco di Vittorio Feltri e del successivo annullamento dell'incontro all'Aquila fra il Premier Silvio Berlusconi e il Cardinale Tarcisio Bertone, in occasione della celebrazione della 'Perdonanza'. Quello stesso giorno, dunque, Boffo ha voluto rimettere il suo incarico ma Bagnasco ha risposto al direttore di restare al suo posto. Ieri, invece, la giornata è stata più convulsa. Dopo nuovi contatti tra segreteria di Stato e vertici Cei, e in seguito anche a una telefonata del Papa a Bagnasco per capire come starebbero i fatti, Boffo ha deciso di partire per Roma e per la seconda volta ha rassegnato le dimissioni a Bagnasco. Dimissioni che, ancora una volta, il numero uno dei vescovi ha respinto nettamente, con l'invito a Boffo di restare al proprio posto, soprattutto in questa fase delicata della vicenda. Intanto, per chiarire la sua posizione e le vicende che lo hanno coinvolto, il direttore del quotidiano dei vescovi, sempre secondo quanto si è appreso, avrebbe scritto anche una lettera al Segretario di Stato vaticano, card.Tarcisio Bertone. L'offensiva del 'Giornale' intanto continua. Feltri non accenna a fare marcia indietro. "Chiedere scusa? Non ho niente per cui scusarmi", ha detto oggi. E sulle pagine di oggi dell''Avvenire' nessun nuovo intervento del direttore, anche se - nelle pagine del Forum - continuano le lettere di solidarietà al direttore. "Solidarietà a valanga per il direttore" è il titolo dello spazio dedicato ai lettori. E in un altro articolo a firma di Danilo Paolini, 'Avvenire' scrive: "Le carte confermano: caso montato ad arte". "La verità dei fatti che emerge dalle carte del tribunale di Terni - prosegue - è assai diversa dalle ricostruzioni basate su una lettera anonima". "Il caso, quindi - conclude - è stato montato su una velina fabbricata ad arte di cui (per il momento) non si conosce l'autore". Solidarietà piena arriva anche da 'Famiglia Cristiana' che denuncia il "brutale attacco alla libertà di critica" e bolla la mossa di Feltri come "una risposta del 'Giornale' diretto da Vittorio Feltri alla campagna, aperta e guidata con insistenza dalla 'Repubblica', sui comportamenti personali del primo ministro Silvio Berlusconi". Mentre il vescovo di Potenza, monsignor Agostino Superbo, vicepresidente della Conferenza episcopale italiana, conferma il proprio sostegno a Boffo. "Rispettosi della verità - ha detto il prelato - aspettiamo che le cose arrivino a maturazione. Il direttore di Avvenire non ha commesso nulla di rilevante, come ha confermato anche il procuratore di Terni". "Invito - ha concluso Superbo - gli organi di informazione a far cadere questa vicenda nel silenzio". Il direttore del giornale dei vescovi intanto ha cancellato la sua partecipazione, domani, alla conferenza stampa prevista alla 'Radio Vaticana', per la presentazione del libro su Madre Teresa organizzata dalla Caritas Italiana, che lo vedeva inizialmente come moderatore. "Non ci sarà Dino Boffo, ma Stefano De Martis, condirettore di Sat2000", riferiscono dalla Caritas. Benedetto XVI, dopo le vacanze di Castel Gandolfo, è tornato oggi a parlare in udienza pubblica nell'aula Paolo VI del Vaticano. Ed ha affrontato il tema della misericordia di Dio. "Dio persegue le colpe ma protegge i peccatori", dice parlando di Sant'Oddone, benedettino seguace di San Marino, abate di Cluny. "La misericordia divina è sempre disponibile, essa aspetta la nostra decisione: amante degli uomini, infatti, Gesù prese su di sè i flagelli che sarebbero stati destinati a noi". Inoltre, di fronte alla "vastità dei vizi" diffusi nella società, il "rimedio" da proporre "con decisione" è quello di "un radicale cambiamento di vita, fondato sull'umiltà, l'austerità, il distacco dalle cose effimere e l'adesione a quelle eterne".

Ssa

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