Giovedì 03 Settembre 2009

Lockerbie/ Brown: nessuna contropartita a liberazione al Megrahi

Birmingham, 2 set. (Apcom) - Non c'è stata "alcuna contropartita" alla liberazione di Abdelbaset Ali al Megrahi, l'ex agente dei servizi segreti libici condannato all'ergastolo per l'attentato che ha colpito la città scozzese nel 1988. Lo ha assicurato il premier britannico Gordon Brown, smentendo così le rivelazioni di domenica scorsa del Sunday Times, secondo le quali il terrorista libico sarebbe stato liberato in cambio di un generoso accordo petrolifero tra Tripoli e la British Petroleum. La liberazione di Megrahi, graziato dalla Scozia per motivi di salute lo scorso 20 agosto e accolto in modo trionfale al suo rientro in in Libia, è stata duramente criticata dagli Stati Uniti e dal governo di Londra. Oggi i principali quotidiani britannici, tra cui il Times, riferiscono che Gordon Brown avrebbe dato il suo assenso all'intesa con Tripoli perché non voleva che al Megrahi, malato terminale, morisse da prigioniero nel Regno Unito. Alcuni documenti ufficiali rilasciati in proposito dal governo scozzese, tra cui quelli sugli incontri di inizio 2009 con funzionari libici, chiamano in causa anche il ministro degli Esteri di Londra, David Miliband. Secondo quanto si legge, né il capo della diplomazia britannica né lo stesso Gordon Brown "avrebbero voluto che Megrahi morisse in carcere". I documenti, inoltre, mostrano come Londra abbia accettato di includere il libico condannato per la strage di Lockerbie in un accordo per il suo trasferimento a Tripoli per non "nuocere" alle relazioni con la Libia. Lo stesso ministro degli Esteri Miliband stamattina ha ammesso che non avrebbe voluto vedere il libico morire in carcere. Il primo ministro, traballante e in crisi di popolarità, ha così ribadito oggi che qualunque fossero le sue opinioni circa l'opportunità di scarcerare Megrahi, non vi è stata alcuna motivazione economica dietro la liberazione.

Cuc

© riproduzione riservata